L'assommoir (visto dalla pulce)

scritto da la pulce nel cappello
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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L'assomoir (visto dalla pulce)
- Nota dell'autore la pulce nel cappello

Testo: L'assommoir (visto dalla pulce)
di la pulce nel cappello

La dama versa l'assenzio,
svuota la brocca, riempie le vene,
sorride seduta, stanca in silenzio
non comprende più che non le fa bene.

La cipria non copre l'arrossamento
delle consunte, belle guanciotte,
accese si gonfiano sul viso contento,
svuota il bicchiere, e pure la botte.

Come ci siam noi tutte ridotte,
pensa la dama nel mentre in cui inghiotte.

Accanto alla donna, un uomo barbuto
contempla in silenzio la donna bevendo.
Rompe la quiete, perhcè dispiaciuto,
si lascia a un sospiro, quasi gemendo.

Ma il vino fa l'uomo spavaldo e fiero,
non lo fa attento alla morale,
lui si dispiace a un solo pensiero,
se l'assenzio finisce lei rimarrà male.

Venere ride, Bacco festeggia,
Apollo tace e intanto scompare,
l'uomo offre vino, la donna sorseggia
sì cara vien l'ebbrezza e tant'onesta pare.

Il pittore è al banco e dipinge la dama,
dipinge il barbuto, dal sorriso ignaro,
il vino bevuto, il bicchiere che chiama,
la notte stellata, il sapore amaro.







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