La musica suona ad alto volume nelle cuffie, il sedile dell'autobus non è dei più comodi, ma è sempre meglio che stare in piedi, soprattutto perché il percorso è molto lungo, ed il caldo torrido rende la fatica ancora più pesante.
La luce, impietosa, entra dai finestrini del pullman, accecandolo, quando osa alzare lo sguardo e costringendolo a rinunciare alle letture con cui è solito passare il tempo.
I suoi pensieri hanno ormai preso il giro della musica, saltando da un argomento all'altro come i cambi di riff che si susseguono alla chitarra, il caldo lo infastidisce non più di tanto, grazie anche all'abbigliamento estivo, i bermuda mimetici e la maglietta bianca lo aiutavano a non soffrirne troppo, anche se la folla del mezzo non è minimamente d'ausilio.
Non seppe poi dire con sicurezza quando iniziò, fu come un flash, un movimento ai margini del suo campo visivo, si girò, seguendo un istinto naturale, ritrovandosela davanti, era girata di schiena, ma risaltava subito tra la gente, forse più per il vestiario che per altro, ma certamente aveva catturato la sua attenzione.
Indossava una camicia di jeans azzurra, con una gonna a vita alta, che le arrivava poco sopra il ginocchio, ma il particolare che più risaltava era un accessorio per i capelli, una specie di coroncina di fiori, bianca, insomma, un oggetto assolutamente inusuale.
Quando si rese effettivamente conto del fatto che la stava fissando, tentando di recuperare il contegno precedente, si concentrò sul paesaggio esterno, le auto che passavano, superando l'autobus a tutta velocità, le strade, il passaggio dal selciato del centro storico all'asfalto della periferia, eppure, non poteva fare a meno di girarsi a guardarla di continuo, era un bisogno più forte di lui.
Non si rese conto di quando fosse scesa, era stato in un momento di disattenzione, preso dai propri pensieri, un attimo la stava guardando, e l'attimo dopo non c'era più, e chissà quante fermate erano già passate, il divagare, nelle parole come nei pensieri, era la sua più grande qualità, oltre che pecca.
Scorci di viaggio testo di Gilberto