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Lager
Una sola cosa
mi separa dal cielo,
questo cammino
mi porta al cielo,
di nuvole grigie cielo.
Lacrime ormai
conservi,
a dissetarti l’anima
non per annaffiare
il concime dei tuoi cari
estinti
polveri e sali minerali.
Potrai urlare
che non vuoi morire
perché la vita è bella
perché donarla ancora di più…
Potrai morire;
fa che qualcuno ti ricordi,
poiché morire non sia solo fumo.
Apro il cielo
e vi vedo sorelle
amiche ed amici
sorrisi d’un tempo che non c’è…
qui non c’è tempo!
Odio e vendetta
inumano barbaro imposto dolore,
che nessuno conosce
disconoscono tutti.
Tu, numero,
forse anima,
hai amato ed odiato
ed ora respiri affannoso
la nube.
C’è tua madre
in quel vapore,
placenta che ti condusse a questo inferno,
ora gridò: "figlio mio, non voglio morire!"
e ti amò.
Non saprai mai
domani,
domani è verbo che non c’è…
domani è morte anche per te.
Lane e denti d’oro
resteranno di te,
ed oggi ti vedo
dietro un vetro buio
luminoso delle tue inutili,
agognate speranze.
La madre che ti partorì
ormai,
l’hanno respirata tutti.
M.M. 6/6/2001