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La mia terra ha molta storia
Nel 1800 A.C., circa 3800 anni fa nasceva In Sardegna la civiltà nuragica. Da culture precedenti vecchie di millenni.
Chi dice che siamo un popolo senza cultura sbaglia.
Roma sarebbe stata fondata oltre 1000 anni dopo. E se al'epoca esisteva era solo un villaggio di capanne.
E c’era da prima nell’isola una civiltà che aveva una lingua e una scrittura tratta dall’alfabeto fenicio nell’VIII secolo A.C., fatta solo di consonanti,priva di vocali, eravamo sbrigativi, comunque leggerla doveva essere difficoltoso ma c’era.
Questa società in tre fasi successive pullulò il territorio di nuraghi, edifici in pietra non cementata ma posta con perizia. Delle torri d’avvistamento sostiene qualcuno, dimore dei sovrani o fortificazioni.
A tholos, cioè rotondi, come rotonde sarebbero state le abitazioni del villaggio fatte di pietra e paglia, come oggi gli stazzi dei pastori.
Il villaggio era tutto attorno ai nuraghe o ai complessi Nuragici, a Barumini probabilmente il più grande.
I villaggi erano sufficientemente grandi da formare dei centri con un economia che utilizzava le risorse di vaste zone.
L’attività della popolazione era abbastanza varia come sempre quando nasce un insediamento urbano.
Nelle zone immediatamente circostanti si avevano le zone per l’agricoltura, più distanti quelle per l’allevamento di animali, si praticava pure la caccia, e molti percorrevano i mari per commerciare la ricercatissima ossidiana utile per le punte di lance e frecce.E i prodotti in sovrabbondanza.
Per prima cosa una società abbisogna di cibo. Quello di cui si disponeva allora erano cereali o legumi, erbe e frutti raccolti nel territorio.
Quasi certamente olive, si hanno casi oggidì di alberi d’ulivo ultramillenari ancora in frutto.
Prodotti dell’allevamento, suini, ovini, caprini, bovini ed equini.
Inoltre prodotti della pesca di mare e di fiume.
E’ provata la coltivazione della vite, sono stati ritrovati otri del periodo che da esami chimici si è stabilito contenere carne macerata nel vino.
La cosa che piace a me rimarcare è che avevamo tutto per imbastire un banchetto.
Il porcello ed il cinghiale c’erano, la birra con la ricetta probabilmente importata dagli egizi con i quali eravamo in contatto.
Di alcuni faraoni si dice che la guardia fosse composta da sardi o Shardana come vennero poi appellati.
Il vino non mancava.
Si disponeva di latte , formaggio, miele. Pane azzimo e perfino un pane particolare dalla macerazione delle ghiande.
Io penso che il porcello arrosto, le sebadas ( dolci con miele ripieni di formaggio) siano una ricetta arrivata dritta, dritta, dal periodo nuragico fino a noi.
Il bronzo era conosciuto dal primo periodo nuragico. In vari musei dell’isola si possono ammirare bronzetti di pregevole fattura.
Ma era utile soprattutto per le armi.
Il nostro popolo ha prosperato fino a che non sono arrivate le invasioni. A partire dal VI secolo A.C.-Cartaginesi- romani- vandali- bizantini- arabi- pisani- genovesi- aragonesi- spagnoli e infine ultimi ma non i migliori, i piemontesi.
Ciò che faceva gola era la vasta pianura coltivata a grano del Campidano. Ai tempi dei romani era definita "il granaio di Roma", sfamava la capitale.
Nell'interno gli invasori preferivano non addentrarsi, era popolato da popolazioni estremamente combattive, i Barbaricini, loro furono sempre liberi.
Ma prima, per 1200 anni siamo stati tutto un popolo libero. E dal IX al XV secolo, il periodo dei giudicati con l’impero romano d’occidente crollato, i bizantini che hanno preferito togliere il disturbo abbiamo goduto di una relativa tranquillità. Attorno al '300 il giudicato d'Arborea prestava al Doge di Venezia il denaro per fare le sue guerre. Il giudicato d'Arborea arrivò nel '300 ad unificare la Sardegna sotto il suo governo, avevamo un codice di leggi, una costituzione piuttosto avanzata per quei tempi, chiamata Carta de Logu ed un parlamento, la Corona de Logu ed il Giudice-Re non poteva prendere nessuna decisione importante senza il consenso del parlamento del Regno.
Il periodo di massimo splendore fu sotto il Giudice Mariano IV de Bas Serra e poi di sua figlia La Giudicessa Eleonora D'arborea, Autrice del codice di leggi dianzi ricordato.
Della storia contemporanea preferisco non parlare.
Dico solo una cosa, con la scusa di portarci pace e prosperità siamo stati sempre depredati.
Generale. mi stia bene.