janet

scritto da Compasso
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Autore del testo Compasso

Testo: janet
di Compasso

Hey janet, serpe viscida.

I tuoi capelli non vanno.

Stai troppo sulle tue.

Grequenti gente da casa e chiesa e ti alcolizzi di periferie.

Rimetti le tue ossa dentro i vestiti a stelle e abbottonati di pensieri buoni.

Janet il marinaio della quarta strada e' appeso ad un angolo della tua bocca.

Ti porterebbe dietro al prat di scheletri della notte per raccontarti come vede il mondo.

E tu con lui avesse lunghe braccia ci danzeresti a passi lenti un sogno.

Ah Janet, come spiegarti che la tua e' una vita dissoluta?

Farti capire il suo sapore e il senso e le infinite gioventu' che perdi.

Passami ancora ad un soffio dal cuore;

non potro' far altro che inseguirti apena ma saro' lieve e docile e furtivo ome un amante innamorato a stentoper quel tanto di rispetto che si deve alla tua improvvisazione.

Tuo padre ha gia' pronti quei quattro lustrini che ti faranno donna.

Come cedere al capricciodi un momento?

Allora mia cra janet i tuoi modi cambieranno e l'alterigia ti riempira' quel volto.

A New York sarai tra gente bene e forse ti derideranno.

Il marinaio vuole una tua foto ed una ciocca di capelli.

A me e' rimasto il tuo sorriso amaro tra lo scorrere dei giornicome la vita che passa nelle citta' di mare;

L'illusione dell'eterno dissipata al primo emporale.

Ah Janet se avessi allora conosciuto le donne.

Ti avrei potuta respirare.

Con l'innocenza in grembo di chi non sa volare ma prende atimo per attimo per ricominciare.

Tu eri sposa gia' o stavi per sposare.

L'ultima estate e poi dimenticare.

janet testo di Compasso
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