Ricordi Di Vendemmia

scritto da BENEDETTA47
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Testo: Ricordi Di Vendemmia
di BENEDETTA47

Ricordi  Di  Vendemmia



Un giorno, all’alba di settembre,

quando il sole nel cielo non era

ancora spuntato

e appena le nuvole alte giocavano

con lui a nascondino,

in un cielo azzurro, appena velato

di foschia con un calore dolce

e un venticello che appena

scuoteva le foglie degli alberi

e le erbe del prato tra le rocce.

 

Le foglie dei vigneti, più in là,

erano piene di grappoli dorati,

ormai nel momento più giusto,

pronti per essere tagliati.

 

Ed io andavo con mio nonno

e tanti suoi amici, ancora bimba,

dalle trecce lunghe, là nei campi

pure a vendemmiare,

come fosse giorno di festa,

perché erano giorni di gioia e di allegria

per quella raccolta

che tutti vedeva allegri e uniti,

pensando solo a quanto era bello

stare tutti insieme,

in un momento e in una stagione

così particolare.

 

Andavamo seduti su un  carretto,

trainano da un piccolo asinello,

quella mattina, verso il campo,

a vendemmiare.

 

In un solo giorno tutto il lavoro

si concludeva, interrotto solo

da un pasto preparato a casa

il giorno prima.

 

Non era un giorno faticoso,

ma più una festa, un diversivo,

un giorno d’allegria

per il piacere di stare in compagnia.

 

Infine, l’uva veniva trasportata

e schiacciata con un torchio antico,

girato dai muli con la loro forza,

con dei giri sempre uguali.

 

Dentro le botti, poi veniva  travasato

il mosto, aspettando che infine

si trasformasse in un vino

tanto apprezzato, per il piacere

di essere gustato da ogni palato,

con grande soddisfazione di mio nonno.



BENEDETTA.

Ricordi Di Vendemmia testo di BENEDETTA47
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