Opus 7 - ovvero della danza macabra

scritto da Corolaito
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Corolaito

Testo: Opus 7 - ovvero della danza macabra
di Corolaito

Nei deserti che sussurrano alle ginestre
canti di Parche lontane,
orizzonti di stranieri sudati ai margini
dei sepolcri di sabbia,
si adagia ogni sospiro di tempesta.
L'acqua, agogniata cantilena del cielo,
stordisce le cattedrali solitarie
di un cielo brunito che si specchia nel sale
e nella terra riarsa.

Da troppo do scacco ai miei bui -
silenziosi colloqui nei nidi dell'anima -
e ai suoi pigolii famelici
getto la carcassa di un altro giorno,
che si ripete e poi tace,
che tace e poi si ripete.
Stantio è il desiderio e la pira
accoglie il martirio dell'infedele.
Al mattino non si può rimproverare di splendere.

Un tempo le ore ospitavano le danze
ora scrostano i ricordi di malanni beati,
della mano di mia madre
che accarezzava inconsapevole il mio contagio
velandomi con gli odori della perpetua infanzia,
l'eternità dei vigliacchi senza più una culla.
Opus 7 - ovvero della danza macabra testo di Corolaito
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