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La Tazzina di caffè
Un giovedì pomeriggio sei sempre accanto a me
che aspetto e aspetto
il mio momento arriverà
mentre bolli sopra il fuoco
sento la moka borbottar
ti divoro in un sorso, l’energia che mi dai
dura solamente un secondo e torno con il culo sul sofà
a fissare il soffitto, calcolando quando sarà
che devo uscire a fare il mio dovere
dietro a gente che corre
fischia fischia la scarpa sul parquet,
nelle mie orecchio mentre tu sei ancora qua con me.
guardo il tuo fondo sporco e penso che magari ancora un po’
se dentro al ferro ancora caldo
io ti verso a volontà.
e più vuota non sarai
e più vuoto non sarò
come un piatto di pasta quando mangio da solo e ne metto un po’ meno nel piatto
così poi lo riprendo e mi rimpinzo.
Con la bocca piena del tuo amaro non posso fermare
il pensiero di fumare
una sigaretta dolce che il tempo fa passare.
E aspetto ancora e aspetto,
che arrivi il mio momento.
Finché con la morte dentro al petto
odio l’attimo che tanto ho atteso,
ché in mutando a bere te,
o mia tazzina di caffè,
si sta meglio che pensare
a tutto quello che non c’è.