Che peccato, amica mia, quando l’antico male ottunde completamente il sé…
Sembra di tornare indietro al deus vult, alla pira contro la ragione
a cui fu immolato bruno dopo che dall’altra parte del mondo le formiche
della mente, quelle sì, sempre organizzate e schiave nella paura dell’inverno senza cibo e senza potere, avevano trafitto il sufico pensiero, scintilla d’anima che diceva “lodate me”…
Natura “è” universo…Il mondo è ancor più grande, immenso…
Incomprensibile al piccolo cervello che alberga, vive e cresce nel suo abito
di conciata imperfezione che indossa ma appende ogni acutezza
al più facile rifugio di parole di ogni uomo che si spacciò per dio…
Intolleranza, presunzione e crudeltà appartengono al satana dell’uomo
perchè grazie alla sua paura si giustifica la guerra a colui che non c’è
pretendendo così il nobel divino ed un grazie per le orrende stragi
che si compiono in nome di una verità…assoluta offerta a mentecatti ciechi
come nobile regalìa dall’alto di chi sa….
Che dio vi danni!!!! Lo stesso dio che volete imporre agli altri…lui vi danni!
Vi danni, creandole davvero, quelle fiamme che inventate per vigliaccheria
di scelta del potere della imperfetta mente, per sottolineare l’orrendo scempio
che l’uomo fa della natura e di sua figlia scienza che invece vuol comprendere,
a poco a poco… e così imperfetta ma umana si offre all’ uomo…atomo dell’immensità.
Invece voi chiamate fratello illuminato solo chi si pente e si inginocchia…
Al mio, al tuo o al suo dio…
Qualunque sia la sua commessa inaccettabile empietà…
Ora io ascolto, ma non odo parole giuste… perchè so, nella mia minuscola e certa imperfezione che nulla è perfetto…Non io, tu, il nostro agire…o il pensare…o la scienza…o l’ umana percezione…od ogni multi vestita divinazione …
Ma avverto, questo sì, che l’immenso divenire è grandioso più di me, di te e del pensiero dei nostri padri sciocchi, illuminati, saggi o ignoranti che fossero,
perché questa immensità supera ogni più santificata immaginazione del piccolo uomo…va oltre ogni tempo che è sua creatura…è fuori da ogni schema di pensiero che è piccolo…umano…
Sterile granello di sabbia che, da solo, senza acqua che l’impasti ad altro, non dà
che secchezza alla terra a cui partecipa, all’anima che lo sorvola e alla grandiosità che distruggiamo con le nostre talebaniche certezze d’essere viatici del sovrannaturale…
Anche i parassiti della sconfitta dea natura, nell’incomprensibile per te, piccina mia, sono portatori sani dell’ infinitesimale atomo del più insondabile mistero che ti fa vivere…respirare la mia stessa aria…trapassare i miei stessi sogni…o i tuoi diversi…bruciare delle mie stesse ansietà…al di là degli immanenti orpelli che pendono come drappi di cecità alla mente, inutili giocattoli senza scintilla…
Ma tu non puoi vederla, questa verità, innocente vittima d’incenso…
Né accetti, paritariamente, che penda nel vuoto come i miei pensieri….restando superba regina di sabbie mobili di codificati credi che uccidono la mente…
E allora lascia che ti doni una piuma di questi miei imperfetti pensieri…che dondola nel respiro ed è un miracolo….
Ho trovato il podio di Savonarola.... testo di Pellegrino2