Leggo la storia del vecchio seminarista che al suo esame finale continuava a non capire l'idea dell'onnipotenza divina."Tutti sanno che il Signore stesso non puo' prendere l'asso di briscola con un due", disse al vescovo esaminatore. Le leggi del gioco costiuiscono l'essenza di quel gioco. Una violazione di queste leggi distruggerebbe l'intero gioco. L'Assoluto, l'Onnipotente, non puo' e non deve interferire nella nostra vita e sostituire altri risultati a quelli delle cose accidentalmente create da noi o al di fuori di noi. Tutte le preghiere ordinarie possono essere ridotte a questa: "Signore, fa che due piu' due non faccia quattro" In effetti.... quando preghiamo spesso ci ritroviamo a mercanteggiare con l'Onnipotente, quasi che una grazia possa essere scambiata con una certa quantita' di nostra penitenza o di sacrificio.. Probabilmente i miracoli non esistono e comunque, probabilmente, quello che succede a ciascuno di noi, preso individualmente, non puo' essere importante agli occhi del Divino. In una certa misura siamo noi gli artefici del nostro destino, e in grossa parte siamo semplicemente delle pedine che credono di scegliere. Ma che seguono un percorso gia' scritto. In ogni caso le interferenze anche quando ci sono ,non sono il frutto di una risposta a preghiere individuali, ma sono parte del gioco, come delle eccezioni gia' preventivate.
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