Ci aspetta ancora l’inverno qui in città, dove io vivo e tu passi le giornate ad una qualche attesa; pomeriggi stanchi, e non ti seguo nel tuo andare sgusciare vie frementi di luce mentre il freddo non sente primavere a venire, tempo in cui risorgeranno tante illusioni e sentirai scorrere ancora quella vita che tanto hai odiato e tanto hai faticato nel percorso. Fiori di occhi nasceranno su volti maturi e scarni, tutti ancora da crescere come il tepore tra maggio e giugno, ora che arriva l’estate e non senti che la libertà di chiuderti nel disorganizzato, il tuo paese di cascine e strette vie di terra battuta, le ombre e i fermi alberi ad ascoltare i tuoi desideri. Ma l’autunno scolorerà quelle foglie di caldo tinta del sangue e del vento che, saggio nel tempo, ci porterà un nuovo inverno dove frutti non sono, nella fredda città, e si riempiranno le scuole, gli uffici, le mani di carte inutili e accessorie, si irroreranno i campisanti di lacrime nuove che riempiranno il terreno, e nel silenzio uggioso potrà qualche tomba dislagare alla tua vista scoperta: Ecco, questi dunque saranno i miei ricordi derelitti lanciati nel folle accadere di cose e suoni fluire di un tempo che, scorrendo, ci affonda e porta a una stessa foce.
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