11.11.11 dicono che porti fortuna, una data palindroma, dicono. Sara', ma oggi ritrovo a essere + pessimista del solito, con un magone che mi cresce dentro a ondate per i miei mille e + tentativi di fare qualcosa di buono nella vita (lavorativa) puntualmente andati in fumo, anzi arrosto rende di +. esperienza poca o troppa, troppo giovane o troppo vecchia, parlo inglese e tedesco ma vogliono il francese, vogliono l'inglese, ma da una madrelingua, ho il cv interessante, ma preferiscono assumere un uomo perché sai, voi donne poi avete la brutta abitudine di fare figli e stare a casa in maternità. Ma a me chi me l'ha fatto fare di passare gli anni, i + belli dicono, della mia gioventù sui libri, al liceo prima e all'universita' poi, a sudare e invidiare le amiche che gia' spendevano i primi soldi guadagnati con i primi lavoretti e si godevano il loro tempo libero mentre io ero con il capo chino sui libri? Settimana dopo settimana, week end dopo week end? L'illusione di allora era che quei sacrifici mi sarebbero serviti poi per un lavoro migliore, + gratificante e sicuramente ben pagato. E ora? Dopo 10 anni di lavori avvilenti, mortificanti, mal pagati, con colleghe + simili a streghe cattive che a donne che dovrebbero essere simili a te, con uomini sempre pronti a fare battute pesanti, fuori luogo e di cattivo gusto, oppure impegnati a screditarti per paura che tu gli rubassi il posto o semplicemente mettessi in ombra l'altra collega, la loro protetta ovviamente, protetta x i + svariati motivi, dalla parentela, all'amicizia, ad altro! A queste guerre intestine l'università non ti prepara, anzi vieni formato con la bella quanto falsa illusione che il tuo sforzo, il tuo impegno, la tua intelligenza, la tua voglia di metterti sempre in gioco ogni volta, il tuo entusiasmo, la tua voglia di imparare sempre cose nuove verranno premiate. Nessuno ti dice che l'ufficio e' come una trincea. Che sei una nuova assunta e quindi una minaccia, un problema da eliminare, una rivale da mettere in cattiva luce, AD OGNI COSTO. Anche inventandosi falsità sul tuo conto o facendo di peggio. E in tutto questo, la famiglia che fa? Ti sostiene? Non sia mai! Tu sei quella che sbaglia, che vede tutto o bianco o nero, che non si adatta, che non vuole fare la gavetta...dopo 10 anni di continue umiliazioni e'davvero dura continuare a cercare questo stra Benedetto lavoro. Lo fai solo x i soldi, altrimenti dovendoti fare mantenere rischi di mandare a rotoli anche l'unica parte della tua vita che ti da' soddisfazioni: il tuo matrimonio. Ma che tristezza dopo tanti sogni di gloria universitari arrivare a dire di voler trovare un lavoro solo x i soldi a fine mese. Eppure sono gli anni di delusioni ripetute, sempre uguali le une alle altre ad avermi portato qui a scrivere in questo freddo tardo pomeriggio di novembre, 11.11.11 appunto. Ma la delusione + grande e' che forse questi anni di tentativi falliti sono fatalmente riusciti a farmi perdere la speranza che da qualche parte esistesse un posticino decoroso per me. Dove fare del mio meglio ed avere delle piccole soddisfazioni, niente di eclatante, giusto quella piacevole sensazione alla sera, prima di addormentarti, che ti fa dire a te stessa che oggi hai fatto qualcosa di costruttivo, anche se piccolo. Xche'oggi e' inutile negarlo, l'immagine della donna che non lavora e' molto vicina a quella della casalinga frustrata, non di certo a quella della donna realizzata grazie alle faccende domestiche. Ecco come mi sento oggi. Una casalinga, disperata appunto. Come ho letto scritto sullo zerbino di tendenza del momento, visto su un giornale di arredamento: DESPERATE HOUSEWIFE INSIDE!
11.11.11 testo di Lorenza Da Prada