" I ranocchi sono i mariti delle rane nonno?"
" Più o meno."
" E i girini nonno?"
" I girini vengono dopo, come in tutti gli altri casi, quando hanno legalizzato la loro unione."
" Senti nonno, e se ad un ranocchio dovesse capitare che....E nasce un girino da una rana senza unione che succede?"
" Beh, allora è un gran casino, ne' più ne' meno come accade agli uomini solo che gli uomini non sanno saltare come i ranocchi, sono obbligati
da certe regole e se gli capita un affare del genere è un affaraccio. A quel punto devono lavorare giorno e notte per mantenere anche le rane
senza unione!" E rideva, rideva....
" I ranocchi invece, essendo abili saltatori- per giunta disoccupati- continueranno a saltare di fosso in fosso o di palo in frasca con tutte le rane
dello stagno, seguiteranno a fare i nababbi bighellonando tutto il giorno, almeno fintanto che non arriva qualcuno e se li piglia!" E rideva rideva..
Grossomodo era questo il discorso che il nonno mi fece circa quest' argomento, succedeva nelle sere d' estate, quando le nonne sedute su
quelle seggiole impagliate che chiamavano- mezzanine- bisbigliavano il rosario con un latino biascicato- da far ricordare il movimento della
bocca quando mangi la farinata.-
Mezzanine? Già, dalle mie parti tutto ciò che è piccino o che fa tenerezza, o ci preme i qualche modo,
finisce in "ino" perfino gli ospedali! Per esempio: l' Ospedale Mayer di Firenze, viene chiamato "ospedalino" perchè è l' ospedale dei bimbi, i
bimbi sono piccini? Certo che si, allora si chiama in questo modo! Ma sto divagando- si diceva delle nonne che stavano sulle mezzanine a
pregare- ma i nonni che facevano? I nonni dopo essersi riempito il buzzo ben benino e la gola annaffiata a dovere, alcune volte prendevano
la bicicletta e sparivano!
Avvenne che una sera, una splendida sera d' estate, decidemmo di seguirli.
Sull' argine in fila indiana le biciclette dei nonni facevano un certo effetto, e se la luna li illuminava, allora si che aloni di mistero salivano su
dall' Ombrone sotto di loro. Anche noi eravamo in bicicletta, senza fanale e a debita distanza per non farci vedere, scoprimmo così che si
dirigevano verso lo stagno, a quel punto posammo le bici appostandoci nel canneto. Cicale e grilli accompagnati dal gracidare delle rane
avevano messo su una bella orchestrina, e la Bice -che amava tanto la musica e ce l'aveva sempre pronta- si creò il suo fiumiciattolo personale
dove faceva sguazzare i suoi piedini cicciotti.
Chissà perchè in certi momenti scappa sempre la pipì! All' improvviso un fragoroso starnuto ruppe il mistero della notte.
" Chi è la?" gridò la voce di uno dei nonni.
Lo dissero come dovessero difendersi da un nemico, proprio come avranno fatto in guerra, disse Guido.
Il giorno dopo- a tavola- comparvero nei piatti delle frittatine bislunghe mai viste prima, chiesi alla nonna cosa fossero e lei sorridendo, e come se nulla
fosse rispose semplicemente:" sono i ranocchini che ha pescato il nonno stanotte, senti come sono buoni, caldi caldi, fritti a modino con la
pastellina di uova fresche delle nostre gallinine...Su mangia bimba della nonna, mangia!"
Ma nonnaaaaa!
Di nonni e di rane.... testo di Gioconda