Sonetto lX

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Sonetto lX
di Michele 57

Or che l'Esperidi dipingon rose
per le volte del ciel, di quel sentiero
prendon la via già l’echi delle cose,
forzando i valichi del mio pensiero.

Ed ecco dei sospir, cui non rispose,
risento il fremito cangiarsi, invero,
in quel rammarico, che ‘l Fato pose,
guardiano all’attimi che più non spero.

A tal fuggevole, vago momento
s’affida languido lo spirto mio,
cavalca l’alito d’un lieve vento,

che corre rapido verso il desio;
eppur nell’anima, ben me lo sento,
la pace infondesi sol con l'oblio.

Sonetto lX testo di Michele 57
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