Avrei dovuto cercarti, per non dimenticare il tempo delle bretelle senza bottoni ed i calzoni corti. Anni, riflessi nello specchio di una fontana verde di muschio, dove le tue mani callose abbandonandosi nell’acqua, testimoniavano con la fatica un universo di compassione. Avrei dovuto parlarti, distante dalle banalità quotidiane e confessare, d’essere ancora quell’adolescente che avevi lasciato scalzo, sotto il sole di luglio, non solo ferito dalla stoppia affilata; saremo in un'altra vita, seduti sulle scale della tua casa bianca di calce, a dividere lo stesso pane che allora ci consegnava il corpo di quel dio bestemmiato ed amato per la durezza delle ore tra l’alba e il tramonto.
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