Ahimè

scritto da Itsari
Scritto 12 anni fa • Pubblicato 12 anni fa • Revisionato 12 anni fa
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Autore del testo Itsari

Testo: Ahimè
di Itsari

e mentre sono dentro di te ingioiellare un attimo di tormento fino a non venirne mai a capo fino a quando tutto non avrà un senso almeno nell'amplesso questo accade così come le lanterne che si spengono con un soffio di vento bisognerebbe riconoscere la passione e portarsela a letto senza chiedersi perché..una volta avevo un amico, si chiamava "ahimè" e penso di aver detto tutto.
avevano detto che oggi ci sarebbe stato il sole, avevano anche detto che le guerre in fondo erano missioni di pace, avevano detto che il giornalismo avrebbe sfasciato il mondo.. secondo voi quale delle tre è la sacrosanta verità?
il vero, quale eccezione che conferma lo sdegno.. lo sdegno di questi tempi, qualcuno esaltava la tossicodipendenza, il punto g in quanto esclamazione che si perde tra lenzuola ignoranti.. tutti alla ricerca del godimento terrestre escludendo l'eternità. "ahimè" è morto giovane ma senza rimpianti, senza indugiare sulla vita.. è morto come sono morti i nostri sogni frantumati dalla mano molesta della psicoanalisi.
quanto era bello sognare che pochi centimetri avrebbero potuto fare di te un gigante, quanto era bello ridere delle proprie difficoltà.. e leggere l'oroscopo come entrare in una realtà simulata, senza vergogna alcuna, con una buona bottiglia di vino, per assaporare la tragedia, per dormire il sonno inquieto degli eroi, per conoscere la differenza tra me e te, per essere illuminati nella lunga strada che porta a casa.
quante volte sono inciampato sul quotidiano chiedendomi che cosa me ne importasse, ma te lo sbattono in faccia continuamente affinché tu prenda una posizione, l'unica posizione che voglio assumere è quella che mi fa godere a bocca aperta, ansimando e dichiarare al mondo intero che esisto e subito dopo chiudere la finestra e tornare a scopare.
il paradosso sarebbe come fuoriuscire dalla merda.. mi recai presso un abitazione di alcuni testimoni di geova.. suonando il campanello all'impazzata affinché potessi propinargli la mia chiacchiera, il mio delirio.. hanno detto che loro non aprono agli sconosciuti.. allora capite che in fondo tutto quello per cui annientiamo le nostre vite non è altro che una enorme cazzata.
viviamo e non riusciamo a cambiare la direzione del nostro piscio. becchiamo sempre la tazza.. chiedendoci ogni santa volta, come sia possibile.. siamo dei mostri che non fanno paura a nessuno se non a noi stessi.
Ahimè testo di Itsari
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