Rubina era tutto sommato una brava ragazza, nel senso che era una ragazza e che alla fine dei conti era anche brava. Aveva dei modi cortesi, anima antica, si rifaceva il letto e puliva regolarmente la sua camera cosa che, a parere del povero scrittore, oltre ad essere straordinariamente degna di stima era pure invidiabile. Rubina si perde nella memoria dei giorni passati certe volte e diventa malinconica talmente tanto che i suoi pensieri le si condensano tutti intorno in una fitta nebbia. Gelida aria che esce dagli infissi della sua camera, rovina tutto il soffitto con grasse macchie nere e marcisce anche lei, depositandosi sul suo corpo come perle di pelle morta.
Metafora felice visto che si vorrebbe parlare proprio di questo. Nono tranquilli non si parla di pelle morta ahahaha ma vi pare, io parlare di pelle morta? Mai. (Forse più tardi) No questa storiella parla di perle. Delle perle della collana di Rubina (dai mi si addice troppo, che noia, non pensatemi esteta vi prego). Insomma qualche anno fa regalarono a Rubina, visto che era stata particolarmente brava, una collana di perle proprio bellina. E anzi potremmo dire fosse la collana più bella mai vista. Ogni perla veniva da un fiume diverso ed era cresciuta in un'ostrica diversa ovviamente. Le acque che le avevano create nel tempo, carezzandole con fresche mani correnti, avevano fatto sì che ognuna di loro avesse una forma così unica, così peculiare che le stesse stelle del cielo notturno, se fossero scese dalla loro volta elitaria non avrebbero mai potuto reggere il confronto. Stelle invidiose brillate pure nel vostro cielo perché quelle perle al collo di Rubina brillavano più fulgide del sole che di giorno vi rende invisibili!
Queste perle erano così tenute insieme da un sottilissimo filo dorato (si badi bene solo dorato e non d'oro) perché di cosa era davvero fatto non ci è dato saperlo. Passava dentro al cuore di ogni perla e le teneva strette insieme; non tutte le perle potevano accorgersene ma molte di loro sapevano del filo dorato ed euforiche ci giravano attorno come acrobati del circo, tanto che la collana di Rubina era non solo una collana di perle ma oltretutto una collana ballerina. Che bel tempo che era e che gioia il rumore delle perle! Mai la nebbia era stata così mite, mai Rubina così graziosa.
Ma si sa il girare da alla testa e col tempo alcune perle iniziarono ad allentarsi e ogni tanto a cadere dalla collana. Che dispiacere!
Mentre cadevano alcune si impigliavano ai suoi vestiti, altre si depositavano sulla tavola e si mischiavano alle briciole del pane fino a quando inavvertitamente Rubina se le inghiottiva. Altre, mentre Rubina si faceva la doccia, le entravano nel sedere e anche nella vagina e tornavano ad essere, a modo loro, figlie di piccole ostriche. Altre rotolavano nuovamente fino al loro fiume e continuavano a mutare nella forma e nel colore... Alcune addirittura arrivavano ad essere perfettamente tonde! Ma che paura!
Fu così che un giorno un piccola perla si staccò dal filo. Per fortuna non fu mangiata e non finì neanche nella vagina (che sopportava a fatica): fu una di quelle che rimbalzarono fino al loro fiume. Fiume che era però solo un piccolo rigagnolo d'acqua e che, ora che si era ristretto ancora di più, mostrava un letto fatto più di sassi che di perle... E la nostra piccola perla si spaventò tanto... Come faceva a chiamarsi perla senza le sue sorelle? Lontana dal collo di Rubina? Lontana dal magico filo dorato era solo un sasso con un buco al centro. Certo almeno poteva fischiare mentre gli altri del letto no. Ma a che serviva? Quello che aveva al centro del petto non era un fischietto ma un foro per il suo filo dorato!!!
Ma nessuno lo sapeva e gli altri sassi dicevano che era solo una formazione calcarea un po' diversa dalle altre e nulla più... Era meglio che lasciasse perdere si mettesse a rotolare e diventasse un sasso tondo come si deve. Forse hanno ragione. Pensava ora il sasso mentre triste steso sul suo arido letto guardava le stelle in cielo che ora lo deridevano dalla loro volta celeste.
Ridete! Fischiava piangente... Non so cosa sarò domani, forse ora sono solo una sasso buco ma insieme alle mie sorelle ero più luminoso di tutti voi, invidiosi frammenti di luce!
Le perle di Rubina testo di Pip.