Una donna che pende

scritto da Silla
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Testo: Una donna che pende
di Silla

Mi siedo sul pavimento contro le fredde mattonelle della parete, com’è usuale fare a persone sole, e ti scrivo parole. Parole che non potrò mai né gridarti, né sussurrarti, né cantarti: parole che rimarranno fini a loro stesse, come un “se” - un innocente “se”, un maledetto “se”. E grido. Grido a questa pagina che non può fare altro se non ascoltare. Grido a quei dannati colli dormienti ormai dissoltisi nell’ombra. E poi rido. Rido all’inchiostro che mi guarda perplesso, nero come quest’ennesima notte che sembra non finire. Rido al freddo che mi paralizza. Rido alle rose che si scambiano parole di sconforto. Rido e mi rammarico, e proprio come carta resto in silenzio ad ascoltare le grida, e come carta mi impregno del sangue rosso di quelle rose che, invano, si raccontano del loro amore. Alla fine l’ho detto io “L’unica ragione per star male è l’amore” e adesso sono ammalata d’amore, distrutta e innamorata. E che stolta che sono anch’io a pensare ancora a quei Non Ti Scordar Di Me, a pensare ancora che ci sia speranza quando gli stessi alberi e le stesse nuvole mi avvisarono e, bisbigliando, si raccomandarono con me che anche se simili c’è differenza tra mandarini e clementine.

Non parlano più, forse per rispetto o per ribrezzo, ora che mi trovano ad appendere a testa in giù il mio stesso amore, sul ramo più robusto. Le carezzo il volto mentre il sangue raggiunge la testa.

Alla fine l’ho detto io.

Come mandarini e clementine, non fidarti mai di una donna che pende.

Una donna che pende testo di Silla
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