ana asif

scritto da Skadi
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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"scusami", una semplice parola carica di emozioni travolgenti e reali. Ti chiedo scusa da parte del mio paese che non condivide le idee di un leader.
- Nota dell'autore Skadi

Testo: ana asif
di Skadi

Oggi c'e' un ciel sereno nella citta'.
Nessun profumo di polvere da sparo ma odore della pasticceria che sta dietro l'angolo.
La signora Zahira avra' sfornato la sua ottima baklava da far venire l'acquolina al suo sol pensiero.
Corron per le strade del vecchio paese, affacciato al mare, i suoi bambini. 
E' sabato mattina corrono verso la madrasa della citta', li aspetta la maestra 'Aisha per la sua classica lezione della gramamtica araba.
Eccolo arriva anche Zayd, il figlio del fioraio. 
Perche' ha con se' degli iris e perche' li regala alle altre bambine?
Cosa si festeggia il sette ottobre? forse si celebra una nuova festa?
Tutti i bambini un po' straniti entrano a scuola ed eccoli presi dalla loro lezione.
 La vita nella citta' corre ad un ritmo rilassato, il sabato mattina regala alla citta' un senso di pace, dopo il venerdi' di preghiera. 
Percorrendo la strada principale possiamo incontrare Rachid, il vecchio del villagio, canta e balla su antica note di una canzone araba.
"Quanti paesi sovrappopolati e terre deserte hai visto?
Quanto tempo hai perso?
Quanto hai ancora da perdere?
Oh emigrante nel paese degli altri
Sai almeno cosa sta succedendo? "
intona suoni e ricordi di una vita passata, colmi di tristezza per aver abbandonato la sua terra natia.
la sua vicina di casa Sami, si ferma ad ascoltare Rachid e si commuove dinanzi alla sonorita' e profondita' della sua voce. 
tutto il paese e' in calma.
sulla costa, con spiagge e acque tropicali, la vita procede lenta e con la sua sonorita' scandisce il tempo.
da lontano un forte boato irrompe nella calma, ma non si capisce da dove provenga.
il paese viene inondato dai suoi abitanti che sconvolti pregano il Dio, il quale sara' impegnato nei suoi affari religiosi e non puo' occuparsi da suo popolo.i bimbi si chiedono se quei boati fossero i fuochi d'artificio per la nuova festa del sette ottobre, ma la risposta della loro maestra sara' negativa.
un boato e poi un altro.
Gli uomini corrono imbracciando una strano strumento. la maestra 'Aisha accompagna ogni suo alunno a casa alle cure delle proprie mamme. non si sa cosa sta succedendo, ma non passera' molto tempo per scoprirlo.
Gli iris di Zayd sono state calpestate dalla folla spaventata, il colore ed il profumo vengono soppressi dall'odore di morte.
E' difficile essere un bimbo in zona di guerra, le tue speranze sono spezzate dalle bombe.
Qualcuno ha deciso che la tua vita deve cambiare da un momento all'altro. L'occidente ha la colpa di cio' che ti sta succendo. Io ho le mani sporche del tuo sangue, non per una mia scelta, ma perche' il vecchio del mio paese o la madre di tutti non ha empatia ed umanita' nel fermare il tuo oppressore. Il vecchio ha deciso che tu devi morire, non hai diritto ad esistere, perche' il popolo di Dio cosi' ha deciso.
Ed io da occidentale sono vittima delle scelte di vecchi annoiati sulle loro belle poltrone di pelle imbottite al caldo delle loro case.
La noia e la sete di sangue sono piu' impetuose del rispetto della vita umana.
"Un paese senza la nostra demcorazia e' uno stato tiranno dove non sono rispettati i diritti inviolabili dell'uomo".
Ma dimmi questi diritti per chi valgono?
Sono perfetti nella Dichiarazione scritta, ma non nella realta'.
Le mie proteste contro questo mondo oppressore, spero possano aiutarti.
Ana asif.

ana asif testo di Skadi
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