Contenuti per adulti
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Vissi, con occhi vivaci ed ignaro sorriso,
tra dolci lenzuola e biancastre mura silenti.
Nessuna festa e nemmen mai un bacio materno sul viso.
Fui parte d'una squadra, d'un'immensa famiglia.
Fratelli e sorelle, fummo tutti innocenti...
lasciati a pensar fra noi e noi: "ma chi ci piglia?"
Ebbi la sensazione di non valer niente
e, ne son certo, tutti noi possedevamo dei talenti
ma nulla s'aveva per nutrir corpo e mente.
Ora vivo, piango e rido,
ed in piena libertà canto, ballo e grido.
Son figlio d'una fortuna inaspettata,
sento sempre d'averla rubata.
Nelle notti più vive m'affacciavo alla finestra
ad origliar le stelle, figlie d'un assente Dio,
compagne d'un'amabile donna, di speranza Maestra.
Se ne sta Lei, tra 'l gelo e 'l febbril amore,
ad osservar l'umana sapienza. Ed io,
del suo sguardo ne facevo un triste Colore:
per un padre assente ed una Madre genitrice;
per un insensato, doloroso ed inesperto disio,
per un Amor acerbo ed una sorridente cicatrice.
Quando provo oggi ad'affacciarmi
non sento più la Luna che prova a baciarmi
ma un via vai di macchine allo sbaraglio
ed un triste lampione solitario.
Quando rientro tra le mura del mio appartamento,
ben lontano da quel famigliare bianco cemento,
vedo un letto tutto mio ed una tavolozza pien d'amore,
ch'hanno, ahimè, preso il posto di quell'amato triste Colore.