IN RITARDO
scorre
un gelido flusso
come torrente implacabile
sopra le spoglie immobili del mio corpo inerte.
Invecchio,
la stagione della crescita è terminata da un pezzo
intorno a me il decadimento non lascia spazio
a nuova vita.
Pavido,
in ritardo con le stagioni della vita,
lascio che il tempo passi
e attendo un destino radioso.
Fermo,
di fronte alla morte,
una scia di sogni infranti dietro di me,
una lunga fila di corpi malati e morenti di fronte a me.