Fringilla coelebs

scritto da giorgiog1
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In foto: fringuello ospite in giardino
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Testo: Fringilla coelebs
di giorgiog1

Il fringuello – Fringilla coelebs – è un passeriforme della famiglia dei Fringillidi; battezzato "coelebs" che significa il celibe perché durante l'inverno e durante la migrazione maschi e femmine si dividono ed ognuno va per la sua strada.
In francese pinson des arbres, in tedesco buckfink, in spagnolo pinzon vulgar, in inglese chaffinch.
In Piemonte  il fringuello è conosciuto anche come franguel, ciochett o schinsoun, in Veneto zavatolo, a  Roma spincione, a Napoli frangillu, in Sardegna alipinti, in Sicilia spinzuni o angerina.
Nel nostro paese è stazionario, si può avvistare dalla pianura alle Alpi fino a circa 2000 metri di altitudine; preferisce le aree alberate sia di conifere che di latifoglie e miste.
Scrisse Olina Giovanni Pietro, nel 1600:  " è un uccelletto della grandezza d'una passera, assai scaltrito, che scorto che ha l'inganno, o di rete o di pania, per qualsivoglia richiamo dei compagni non torna a calare".
Al fringuello, dotato di bella voce, piace proprio cinguettare: il ritmo è melodico e allegro ed inizia con un trillo accelerato.
Durante il volo il fringuello emette un dolce "yup" e quando è posato un acuto "tchilk"; il canto è variabile tra le diverse popolazioni, in quanto il fringuello può ripetere il canto degli altri uccelli. 
Di giorno è quasi sempre in movimento, in volo si sposta continuamente descrivendo una serie di linee ondulate.
Le femmine prediligono i maschi che non cantano con la stessa intonazione dei loro padri riducendo così il rischio di "endogamia".
I pulcini apprendono il canto dai padri, infatti raccomanda Olina se li tenete in gabbia: "si tengano sotto un fringuel vecchio e buono acciò imparino versi belli e lunghi" ed aggiunge "Quando si vuole che cantino assai gli si da un po' di pane e cacio masticato o cotto, avendo cura che non sia salato" 
Il fringuello maschio ha il piumaggio dell’addome rosso rosato e quello del capo grigio azzurro. La femmina è di un grigio e marrone più spento.  La femmina può essere confusa con quella del passero, ma si distingue per le strisce sul dorso.
Le lunghe piume della coda aumentano la manovrabilità ed il controllo in volo, quando vira o atterra le allarga; mostra un volo ondeggiante a varia altezza. 
Caratteristiche della specie, presenti in entrambi i sessi, sono le barre bianche presenti sulle spalle e sull’ala – molto evidenti quando l’uccello è in volo – e le timoniere esterne anch’esse bianche.
Si ciba di semi, e piccoli insetti catturati in volo o a terra, dove si muove camminando o in piccoli salti.
Le sostanze vegetali costituiscono la maggior parte della sua alimentazione ed in particolare quelle delle piante erbacee, tra le quali Poligonacee, Crucifere e cereali.
Mostra predilezione per i semi oleaginosi, per quelli delle conifere e degli ontani, per alcuni frutti maturi, per i germogli e gli ortaggi.
Durante l'estate, soprattutto per i nidiacei il cibo viene cercato tra i filari ed i frutteti ed è costituito da invertebrati ed occasionalmente da vermi.    
Ha un becco duro, conico ed appuntito che fa di lui lo spacca noci degli uccelli, riesce infatti a rompere gusci di noci e conchiglie.
Giunge anche in gran numero, come specie migrante, in autunno ed inverno; durante la migrazione si raduna in piccoli stormi ed alle volte può unirsi ad altre specie.
Nel periodo che precede la nidificazione ciascun maschio occupa un territorio che delimita e difende; cantando da un posatoio cerca di attirare la futura compagna.
Ad ali piegate ed inclinate verso il basso e con la coda distesa il maschio mette in evidenza le bande alari bianche contrastanti con il rosa del petto e con andatura esitante si avvicina a ruota intorno alla femmina mostrandole i fianchi ed emettendo suoni in sordina.
Se il maschio non è gradito la femmina lo caccia, altrimenti avviene l'accoppiamento.    
Il nido ha forma semisferica, si presenta come una profonda coppa, ed è costruito, esternamente intrecciando licheni prelevati dall'albero stesso ed intessuto anche con una grande quantità di tele di ragno, internamente foderato con crini; viene costruito alla biforcazione dei rami a qualche metro di altezza; il luogo nel quale verrà costruito è scelto dal maschio, il lavoro grosso di costruzione spetta alla femmina, lui si limita a dare una mano più simbolica che altro.
Le uova deposte sono 4 o 5 di color bianco cenerino o azzurrognolo con macchie rossicce chiare, possono fare in un anno anche due covate.
I piccoli, alimentati da entrambi i genitori, abbandonano il nido all'età di due settimane.
Il fringuello nidifica in tutta l’Europa, tranne all'estremo nord, nell'Europa meridionale trascorre l'estate in montagna.
Vive anche in diverse regioni asiatiche, particolarmente nelle pianure siberiane dove si stabilisce dopo aver oltrepassato gli Urali. In inverno si trova talvolta anche nell'Africa del nord.   
Scrive il Salvadori:  "Moltissimi fringuelli sono stazionari e nidificano in Italia, specialmente nei luoghi freschi e montani; ma non sono nulla in confronto di quegli altri che giungono in Italia dal Nord in autunno diretti verso il meridione o anche in Africa settentrionale.  Si fa la caccia ai fringuelli specialmente con il paretajo e col roccolo, e se ne prende un numero stragrande; è anzi la preda precipua in quelle caccie, fra le quali celebratissime sono quelle nel Bergamasco". 
Scrive lo Scortecci che i fringuelli hanno carni di ottimo sapore e di conseguenza sono ricercati dai cacciatori, inoltre per il tono melodioso del loro canto vengono tenuti spesso in gabbia ed in passato i cultori del canto avevano la barbara abitudine di accecarli perché così cantavano con maggior ardore.  
Note lessicali:
spincionare, il cantare del fringuello; sfringuellare, il cantare che fa il fringuello alla distesa con verso lungo;
zipeo, fringuello che cantando fa un verso quasi corrispondente al nome.




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