oltre a puzzare queste corazzate sempreverdi ronzano come droni nei cieli di fragranze domestiche distorte inopportune e opportuniste scaraventate nel cesso si massacrano l’un l’altra per riuscire a galleggiare sopra i corpi morti delle compagne risalenti il sifone nelle cimici risuscita la mente calcolatrice di chi non guarda in faccia nessuno e solo si specchia qual narciso indorato di giallo nel turbine di una luminosità apparente è giunta la notte e sale in cattedra un cucù gioca e rivela l’ossessività di un disturbo latente io me ne sto ad incidere il mio niente e nell’avanzare del reflusso cerebroesofageo tutto il non detto sospeso nell’etere torna indietro etilico sbuffo di dimenticanze non dimenticate solo asfissiate nelle bollicine spossate di un Dom Pérignon