Poi accadde che la coscienza mi punse.
Sopraggiunse, mentre mi libravo libera
tra un fiore e l’altro.
All’improvviso tutto fu diverso:
la consapevolezza
si addentrò nel mio corpo bicolore,
e la visione del mio mondo cambiò.
Vidi i tentacoli dei fumi
strangolare infanti pistilli.
Vidi l’usurpatore
alitare veleno per un raccolto avido.
Vidi la prigionia,
la strage di sorelle e fratelli:
cadute, poi morte,
senza nessuna cerimonia in loro onore.
Ora sapevo dare un concetto al dolore.
Un cielo greve
accolse il mio volo —
ora ne conoscevo il peso.
Il pulviscolo fosco
percuoteva le mie ali,
ma la mia casa era là,
a pochi battiti.
E fu lì che decisi:
doveva finire il tempo del miele.
Era giunta l’epoca
della voce e della ribellione,
di un’unica entità
che avrebbe dipinto il firmamento
di giallo e di nero.
L’epilogo umano,
al suono di un ronzio,
sarà presto realtà.