il regno di sale

scritto da IrisBloom
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“Il cuore si libera solo quando trova qualcuno che non teme di guardarlo.”
- Nota dell'autore IrisBloom

Testo: il regno di sale
di IrisBloom

Il tempo scorreva silenzioso, come un soffio tra gli alberi del bosco. Da trecento anni il regno di Eric viveva sotto un incantesimo che lo minacciava di diventare un deserto, fatto di sale brillante, bianco come neve che non si scioglie mai.

La strega Malina, offesa dall’arroganza del primo re, aveva lanciato quella maledizione, e da allora nessuno era riuscito a spezzarla.
Eric III, l’ultimo erede, era un giovane gracile, con occhi stanchi e un cuore chiuso da troppo tempo. Non era cattivo, ma non sapeva più come si faceva a essere gentili, né come lasciar entrare qualcuno nella propria vita.
Un giorno, mentre camminava nel bosco immerso nei suoi pensieri, vide una luce calda brillare nella vecchia casetta della strega. Si avvicinò, ma inciampò in una radice e cadde, slogandosi una caviglia.
La porta si aprì e comparve Lina, l’ultima discendente della strega.

Era una giovane panettiera dai capelli color miele e dalle mani impolverate di farina. Prontamente lo aiutò ad alzarsi e lo fece entrare per medicarlo. Appena Eric varcò la soglia, accadde qualcosa di inatteso: i vecchi libri della strega, impilati da anni, tremarono leggermente.

Uno di essi — il diario di Malina — scivolò giù dallo scaffale e si aprì da solo sul pavimento.
Lina lo raccolse. Le pagine parlavano della maledizione, del regno destinato a diventare sale, e di un erede che avrebbe potuto spezzarla solo imparando ad amare davvero. Alzò lo sguardo verso Eric, che la osservava in silenzio, come se quelle parole lo riguardassero più di quanto volesse ammettere.
Fu allora che lui, con un filo di voce, confessò la verità: era il re.
Lina non si spaventò. Chiuse il diario con delicatezza e gli rivolse uno sguardo che non giudicava.

Quel gesto semplice incrinò per la prima volta la corazza del giovane re.
Da quel giorno, Lina gli insegnò piccole cose che lui non aveva mai imparato: ridere senza paura, chiedere scusa, condividere un pezzo di pane e un pensiero gentile.

Lentamente, il cuore di Eric cominciò ad aprirsi.

Intanto il regno peggiorava. Case e statue si sgretolavano, trasformandosi in polvere bianca che il vento portava via; il popolo cercava il suo re.
Eric capì che non poteva più nascondersi. Lina lo incoraggiò con la sua presenza calma, e lui decise di mostrarsi. Quando arrivò in città, la trasformazione era già iniziata: le sue mani erano bianche e rigide, come rami ghiacciati. Ma il popolo, vedendolo così fragile, provò compassione.

Lina capì che Eric stava cambiando davvero.
Eppure la maledizione non si spezzò. Mancava ancora qualcosa.
Nel diario c’era scritto che l’amore puro nasce quando il cuore non teme più di essere visto.

Lina comprese che Eric doveva trovare il coraggio di dire ciò che provava.
Proprio in quel momento una torre di sale crollò, e Lina rimase intrappolata sotto i detriti. Eric corse verso di lei, ignorando il dolore che gli attraversava il corpo mentre la trasformazione avanzava. Le sue braccia si irrigidirono, la pelle iniziò a lacerarsi, ma lui continuò a scavare.
Quando finalmente la liberò, la strinse forte e lasciò cadere le parole che aveva sempre temuto:
che l’amava, e che non poteva perderla.
Il regno trattenne il respiro…. Poi si risvegliò: il sale si disperse nell’aria, le case ripresero forma, i colori tornarono a brillare. La maledizione, dopo trecento anni, era svanita.
Eric e Lina tornarono al palazzo, felici e uniti. E da quel giorno il regno visse in pace, guidato da un re dal cuore finalmente aperto e da una panettiera che aveva portato amore dove prima c’era solo paura.


Nicoletta
31 dicembre 2025

                                                         

il regno di sale testo di IrisBloom
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