Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
La solitudine...sai cos'è?
Io l'ho scoperta da bambino. Nei lunghi pomeriggi trascorsi a calciare il pallone nel cortile, che col cancello quasi sempre chiuso mi appariva simile ad un carcere. Ricordo tante partite del mondiale viste in tv, con la fantasia volavo in Messico. Non dimentico le assenze di mio padre e l'attitudine hitleriana di mia madre. Ricordo le sue pastiglie colorate, e i dottori di Milano che mi sembravano cattivi. Soffrivo di epilessia, e spesso i miei compagni di scuola mi deridevano. Poi sono cresciuto ed ho affrontato la vita; ho cercato di vincere, ma non ci sono riuscito. Avevo una fidanzata che adesso è andata ad abitare lontano. Mi piace scrivere, e mi piace anche stirare. Faccio tanti lavori in casa, mi aiutano a non temere l'arrivo della sera. O almeno faccio finta che sia così.
Mi affaccio alla finestra e lo vedo passare. Fulvio cammina sempre con grandi cuffie calate sulla testa. Forse mi assomiglia. Non conosco i suoi pensieri, non c'è molto in questo mondo che io possa dire di conoscere veramente.
Lui è strano. Si alza sempre all'alba. Io invece mi sveglio con il buio, e conto le ore che mi dividono dalla luce.
Vuoi giocare con me?
Sicuramente tua madre ti avrà detto di non fermarti a parlare con gli sconosciuti, di non accettare caramelle o altri regali. Ma io non sono cattivo e tu mi sembri solo. E' fantastico qui nel parco. Ci vengo per prendere aria salubre, per guardare le quercie, il verde del prato, la volta celeste. L'aria è buona, la primavera arriverà a breve. I fiori sbocceranno, e venti caldi ci culleranno. Qui il tempo trascorre più lentamente, anche se prime o poi le ombre si allungheranno sui viali. E arriverà il tramonto.
Ho molta paura sai? Ho sempre avuto paura, sebbene cercassi di nasconderla, di vestirmi da ghostbuster per acchiappare il fantasma che mi segue passo dopo passo. Il vuoto. Parlo troppo complicato? Hai ragione. Però ti scongiuro, non avere paura di me. Noi due ci assomigliamo; ma il tuo futuro sarà migliore del mio. Troverai certamente una brava ragazza, forse la sposerai. Non ti alzerai all'alba come Fulvio, e non conterai le ore che ti separano dall'alba.
Vuoi giocare con me?
Quando ci conosceremo meglio potrei condurti nel bosco; lì esistono posti strani e meravigliosi. Se avremo fortuna potremmo vedere gli elfi oppure una volpe argentata. E se, malauguratamente, incontrassimo il male io lo sconfiggerei con la fantasia. Per te riuscirei a farlo.
Altrimenti potrei raccontarti una favola. Ne conosco tante, ma non solo: io so anche inventarle. Quando scrivo mi dimentico del passato, delle tenebre, della solitudine che mi opprime come se fosse un macigno che pesa sul cuore. Ascolto anche molta musica, benché a volte certe canzoni mi rendono ancora più triste. Quando la musica è sincera ti entra nell'anima, evoca ricordi e crea suggestioni crudeli che si trasformano in lacrime. E' come se all'improvviso ti ritrovassi nudo. Nudo davanti a te stesso. Sto morendo da quando sono nato e me ne accorgo solo adesso. Certemente tu avrai dei giorni più felici. Hai degli occhi buoni, buoni ma malinconici.
Non essere triste: sono sicuro che te la caverai; diventerai un uomo leale e generoso, la tua vita sarà serena, avrai una casa calda e spaziosa con grandi finestre che daranno sul mare. Nei miei sogni c'è sempre il mare, il lago non mi è mai piaciuto. E sono convinto che se il destino fosse stato benevolo ora vivrei in un piccolo paese sotto a una collina. La mia casa sarebbe vicina al porto, qualche peschereccio, barche a vela; e una strada parallela alla spiaggia. La mia casa sarebbe un tripudio di fiori e di piante, e avrebbe le tende azzurre. Con me ci sarebbe Sonia. Alla sera, tornando dal lavoro, il buio sarebbe dolce, e la musica non così triste. Scriverei storie avventurose sulla ricerca di tesori, sulle vicende di coraggiosi leoni, oppure fiabe di maghi e principesse. La notte sarebbe una coperta calda e avvolgente, il mattino radioso. Alla domenica andrei a passeggio con lei,mano nella mano, tutti e due con gli occhi fissi sull'orizzonte luminoso. Il mare attraversato dai bagliori del sole, accarezzato dalla brezza di sud-ovest, scintillante di vita. Lei si toglierebbe le scarpe e camminerebbe scalza sulla sabbia, sorridendo come faceva da bambina nei suoi giorni più felici. Io la osserverei estasiato, poi la abbraccerei.
Vuoi giocare con me?