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Nausicaa mi ha desiderato
Circe incantato, ma devo andare, tornare
a casa,
la mia amata mi aspetta, sta filando
il lenzuolo
della seconda notte di nozze.
Ho attraversato i mari della noncuranza
ho visto le isole dell'astinenza,
ho incontrato politici onesti, dittatori stitici,
uomini atipici, leoni affamati
preti eretici,
ho contato le ore per andare via da Troia,
per fuggire da Gaza.
Il ciclope dell'intolleranza
mi ha mangiato gli amici, come fosse
smartphone che digerisce ogni pensiero,
ho attraversato
le tempeste dell'incomprensione,
non ho ascoltato le "sirene"
dell'autoambulanza, volevano il mio corpo,
la mia follia.
Tornerò a casa, sono scappato da Kiev,
dalla Nigeria, lei mi aspetta,
l'arco è già pronto, ucciderò i Proci
le mie paure.
Adesso sono qua e aspetto di arrivare
sano e salvo nell'aldilà
dove mia madre mi aspetta, bella, truccata
da Penelope,
coperta da arnica, vestita da Itaca.