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Sto cercando, con tutte le mie forze, di recuperare qualcosa dal mio passato.
Sto raccogliendo ciò che il mare ha restituito sulla spiaggia: frammenti di oggetti
che conoscevo e altri che non sapevo di aver perso.
Il mare, a volte,
mi restituisce oggetti
che credevo ormai perduti:
un frammento di vetro levigato,
un bastoncino di legno,
una piccola conchiglia
che non sapevo di
ricordare.
Li deposita sulla spiaggia
come se volesse dimostrarmi
che, anche nel profondo
del più profondo mare,
nulla scompare davvero.
E se il mare fosse la mia mente, e gli oggetti i ricordi?
in questo modo, potrei così ritrovare ciò che non riesce a mentirmi, più sincero di ogni altra parola
pensata e ripensata, che potrebbe rivelare l’origine della mia sofferenza e delle mie preoccupazioni.
Capisco allora quanto sia importante e necessario questo processo: dimenticare il mio passato sarebbe
come perdere una parte di me; come non riconoscermi più a fondo, come se il mio essere (anima) e
la mia forma (corpo) si allontanassero fino a diventare estranei. Perciò non devono separarsi: solo
incontrandosi e riconoscendosi possono unirsi e rendere intera la persona, nella sua unicità.
Per ricordare, è importante non arrendersi al tempo, poiché ciò che il tempo non riesce a portare via diventa ricordo. Il tempo è un concetto astratto che inizialmente non percepiamo. Solo crescendo, quando qualcosa
ci consuma e ci muta, iniziamo a sentirlo come una presenza, un principio ordinatore che ci guida e ci limita.
Il tempo lascia segni, non solo sui volti, soprattutto dentro: non invecchia solo il corpo, ma scava nell’anima arricchendola di nuovi valori. Gli anziani sono i superstiti del tempo: il tempo li ha consumati e ricoperti di
rughe (ognuna delle quali può trasmetterci un insegnamento) ma allo stesso tempo ha colmato la loro anima
di sapienza, esperienza e di valori che li hanno resi completi. Per questo motivo gli anziani possono essere considerati saggi: il tempo ha insegnato loro a distinguere ciò che conta e ciò che passa. Il più saggio è
colui che sa quando rivolgersi ai propri ricordi, non per rifugiarsi nel passato, ma per illuminare il presente.
Vengo da ciò
che ho vissuto,
vivo ciò che sono
andrò verso ciò
che diventerò.