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Io non sto chiedendo miracoli.
Non voglio un cavaliere brillante,
non voglio un dio che mi salvi,
non voglio un uomo perfetto.
Io voglio una cosa semplice, umana,
quella che si dà senza pensarci troppo:
una carezza quando tremo,
una presenza quando cado,
un abbraccio quando il mondo pesa.
Eppure proprio questo,
il gesto più piccolo,
quello che non costa fatica,
a me non arriva mai.
E allora mi ritrovo qui,
a domandarmi dove siano finite
le mie coccole.
Quelle che meriterei di diritto,
quelle che non dovrei mendicare,
quelle che nessuno dovrebbe negare
a una donna che ama così tanto.
Perché lui sa desiderarmi,
sa volermi,
sa prendermi con il corpo.
Ma quando si tratta dell’anima
la mia e la sua
lì non sa stare.
Non sa toccarmi se non con le mani,
non sa abbracciarmi se non nel buio,
non sa tenermi quando ho paura.
È come se la dolcezza
gli bruciasse le dita.
E io mi chiedo perché.
Perché non mi sfiora mai la guancia
solo per dire “hey eccomi”?
Perché non desidera addormentarsi
con la mia testa sul suo petto?
Perché non vuole vivermi
quando non siamo nudi?
Perché mi lascia sempre sul bordo
di un amore che sembra iniziato
ma non compiuto?
E allora mi dico:
forse non sono io a mancare.
Forse non è il mio modo di amare
a essere sbagliato.
Forse la mia dolcezza
non è debolezza.
Forse lui non sa ricevere
ciò che io so dare.
Perché ci sono uomini
che fanno sesso senza problemi
ma tremano davanti all’intimità vera.
Uomini che ti penetrano
ma non ti sfiorano il cuore.
Uomini che sanno possederti
ma non sanno starti accanto.
E allora capisco:
io non sono “solo sesso”.
Sono tutto quello che lui vorrebbe sentire
e che non riesce a sostenere.
Sono la parte di amore
che gli manca il coraggio di vivere.
E le coccole,
quelle che io cerco come un porto,
lui non le sa dare.
Non a me.
Non a nessuno.
E questa è la ferita più grande:
non l’assenza di amore,
ma l’assenza di gesti
che lo rendono reale.
Io non voglio un uomo perfetto.
Voglio un uomo che,
davanti alla mia stanchezza,
non scappi.
Che non mi lasci sola.
Che non mi faccia sentire
come se chiedessi troppo
solo perché chiedo
di essere trattata con tenerezza.
E un giorno forse capirà
che un abbraccio
avrebbe evitato tutto questo dolore.
Che una carezza
vale più di mille parole dure.
Che dormire accanto a una donna
è più intimo del sesso più folle.
E forse capirà
che la donna che voleva toccare
solo con il corpo
gli stava consegnando
l’anima intera.
Ma quel giorno
sarò io a decidere
se ci sarà ancora posto
per lui
sotto la mia coperta.