Mi rendo conto con un certo dispiacere
che lo studente non vede più la scuola come un piacere
forse è colpa dei programmi didattici,
sempre più rigidi e meno elastici,
votati a stigmatizzare l'istruzione
e lontani dal far nascere per lo studio la passione.
Nella mia vita mi sono laureato e specializzato,
e tutt'oggi non metto mai la cultura di lato
perché, come diceva Socrate, "so di non sapere",
pertanto faccio miei i libri e mi accosto al mondo che mi più mi appartiene.
Ascoltate il mio modesto consiglio gentili professori,
costruite per gli studenti un didattico recinto,
ma vi prego non fate di essi tanti pecoroni.
Da quando ero studente ad oggi
quante riforme scolastiche piene di falsi elogi,
di dottrine e filosofie han partorito solo apatie, afonie e coacervati di alchimie.
Lo studio è un diritto, un dovere, ma prima di tutto, di esso, va insegnato il piacere,
perché questo è lo strumento ideale
per assimilare il sapere reale.
Ma qual è il modo migliore per infondere
la conoscenza?
Per colorare la scuola di una fresca fragranza?
La disciplina e l'imposizione?
No!
Con essi è impossibile far nascere la didattica passione.
Abbiamo tanti esempi conosciuti
l'arte della Maieutica è sicuramente tra quelli più risoluti,
con cui iniziare a scoprire e a studiare
una vita tutta da esplorare.
Ma ciò non è sufficiente
per lo studente discente,
dunque sarà vano quel peripatetico
itinerario,
vissuto peggio di un sudario
se non verrà accostato dal metodo di studio,
che di una corretta cultura è il vero elemento primario.
Ogni studente, non va lasciato in balia delle onde,
sperando che all'improvviso diventi sapiente
e poi scoprir che alla cultura non risponde.
Va svezzato con amore e rispetto,
accompagnato da amore e diletto,
risultano inutili i termini di paragoni
e soprattutto la creazione di false illusioni.
Una cosa importante gli va sempre
ricordato
lo studio non va affrontato nel modo sbagliato
perché serve per la sua vita, per i suoi sogni e per il suo futuro
e vedrete, cari ragazzi, che per magia, il vostro cammino
vi sembrerà meno duro.
Antonello Di Carlo
Schola magistra vitae testo di Antonello