Ti ripresenti qui da me, in tarda notte.
Ti rivedo ancora una volta ricostruita dal mio inconscio, scovata tra il mio sudicio pensiero.
Spero però di sognarti invece di pensarti, idealizzarti per non ricordarti, plasmarti, trasformarti.
La tua immagine è orrore, turbamento genera tra le mie viscere, se pur squarciando diperazione squarci anche un disperato.
E' orrore, poiché impossibile ammirarti senza deflagrare.
E' orrore, perché ricordi ciò che sono.
Ma sono geloso, come se fossi tuo. Sono curioso, come se ti stessi scoprendo, sono innamorato come se ti stessi amando. Infondi allora i miei sogni.
Allora sogno la tua mano che soggiace tra l'erba, e le dita che pare sorreggano una piuma in attesa della mia insicura mano, del mio ignaro essere, del mio perfido lapidarmi.
Sogno, l'intenso sguardo di un volto posato, e la mia mano avvolta pretenziosa di essere dolce quanto quel viso.
Sogno una carezza che tenti di avvicinarsi a quel poco che conosco.
Sogno una notte dal risveglio dormiente ed il calare della notte sovente inerme, infronte a te, ancora una volta a tentare di eguagliare il sublime, ancora una volta per infinite notti ed infiniti giorni, sapendo che amore ad ogni risveglio sorga.
Per me sei la più bella, sogno di dirlo, proferisco invece forme verbali che da tempo immemore patiscono distacco, così anche il linguaggio mi percuote, così anche oggi, i sogni rimangono sogni.
Sogni testo di WeirdMachine