Avrò mai

scritto da Makó
Scritto 2 mesi fa • Pubblicato 2 mesi fa • Revisionato 2 mesi fa
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Autore del testo Makó
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In questi versi ho scelto di usare brillicare, un verbo che non troverete nei dizionari. Non è un refuso, ma un gesto poetico: volevo che la luce non si limitasse a brillare, ma vibrasse, si facesse custode, tessitura di tempo e memoria.
- Nota dell'autore Makó

Testo: Avrò mai
di Makó

AVRÒ MAI 

Siamo stati milioni di anni
scia d’un filo d’erba
che brillica lieve,
custode di luce.

Avrò mai la tua mano sul capo,
quando il giorno si rivela 
nel fiore che ti donai?


© Maria Concetta Praticó
Tutti i diritti riservati

* Questa poesia ha una seconda anima, fatta di immagini e suoni. Per un’esperienza più immersiva, ti invito a guardare la Videopoesia Avrò mai | Videopoesia di Cettina Praticó“” sul mio canale YouTube: Cettina Praticò. 


 "AVRÒ MAI", un'opera che usa la lingua per cogliere un'emozione intensa e cosmica.

Il cuore di questa poesia  è il verbo Brillicare, che ho rifunzionalizzato per esprimere la crasi poetica tra Brillare (luce) e Vibrare (frequenza).

Brillicare è la pulsazione della vita: l'energia che rende la luce sensibile, il tremore vitale che unisce l'infinito ("milioni di anni") al dettaglio più umile ("filo d'erba").

La paternità del neologismo rifunzionalizzato Brillicare mi appartiene. © Maria Concetta Praticó Tutti i diritti riservati

Avrò mai testo di Makó
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