Andate tutti a zappare!

scritto da Sylvia Plath
Scritto 2 mesi fa • Pubblicato 2 mesi fa • Revisionato 7 ore fa
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Autore del testo

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Autore del testo Sylvia Plath
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Ciò che la vita e la società esigono da ciascuno di noi, è un’attenzione costantemente sveglia che discerna i contorni della situazione presente, e anche una certa elasticità del corpo e dello spirito che ci metta in grado di adattarci ad essa
- Nota dell'autore Sylvia Plath

Testo: Andate tutti a zappare!
di Sylvia Plath

Il filosofo H. Bergson in un saggio sul significato del comico si pone alcune domande. ‘Cosa c’è in fondo al ridicolo? Che cosa avrebbero in comune la smorfia di un pagliaccio, un gioco di parole, il quiproquo di un vaudeville, una scena di fine commedia?’ Il comico è forza dinamica, il ridicolo è di chi fa cose consapevolmente sbagliate, malfatte, desolanti. Alcuni soggetti risultano ridicoli quando esibiscono rigidità psicologica, comportamentale, etica. L’insocievolezza ha infatti carattere tragico, rientra in schemi predefiniti tipici di chi non è più individuo poiché ha il profondo intaccato.
Non è un caso che Begson concluda il saggio con il termine -amarezza- e -andate tutti a zappare-
Quando si vive accanto a una mente creatrice, gli altri sono paglia.
Parla meglio un bel lato B, che si può penetrare e intendere, che un fiato di puzzola!

Andate tutti a zappare! testo di Sylvia Plath
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