I SEGRETI VIAGGI NELLA VALLE
Non avrei voluto farti niente di male, credimi.
Ho guardato solo troppo in là quel giorno,
in uno di quei giorni plumbei,
di serie
e t’ho strappato dal nulla,
e cucito con ago e filo per riempire gli spazi sordi e incolore,
sul fondo di una spirale ellittica.
Stavo affacciata all’oblò per contemplarti,
come un bimbo mette l’occhio nel buco della serratura
per sbirciare i nudi di ballerine negli spogliatoi.
Ora so che dietro la porta non eri tu:
l’opera d’arte raffigura l’oggetto,
non è l’oggetto.
È una rappresentazione.
In te ho visto la bellezza, che ha una definizione,
eppure non ci sono mai abbastanza parole.
Una realtà estranea, differente,
dove ogni respiro è gioia profumata che s’espande nei polmoni,
dove si sta a giocare con le nuvole e ad ascoltare il vociare del fogliame,
dove vivono anche le rocce e si consolano i fiori piangenti, si cullano le coccinelle morenti.
Ho specchiato la mia indifferenza, la mia impazienza,
nei tuoi laghi;
passeggiato tra i tuoi sentieri solitari,
accarezzato le montagne addormentate,
dondolato tra le corde di altalene fiorate…
e non ho mai voluto farti del male:
dovevo fuggire.
Via! Da lune elettriche, palazzi mostruosi, rifiuti tossici disseminati, teschi, polveri, battaglie insanguinate…
Così ho trovato la tua valle di pace.
E tu non eri uomo.
Non eri donna.
Eri persona.
Dunque quando i viaggi nella valle si sono fatti frequenti,
ho iniziato ad aver tanta fame del sogno da non sapermene saziare.
Nessun abuso.
Saresti restato valle ed io rottame di fabbrica,
ma t’avrei portato a vedere le stelle di latta da lassù, dove prima usciva il fumo;
a galleggiare nella marmaglia di colori in cui sto affogando.
Una mattina di primavera,
varcando l’uscio di casa,
vi era in alto un piccolo sole fresco,
sull’etere blu,
l’etere così piatto,omogeneo, senza una sola nube.
Il verde brillava di gocce d’acqua;
i narcisi gialli volteggiavano tenui sul palcoscenico,
mentre gli insetti impazzivano;
dalle case dalle persiane aperte usciva uno sbattere di padelle,
il cigolio delle porte.
Fu come un laser in me.
Chiusi gli occhi un momento
un sorriso mi scappò.
Sai, avevo un piccolo cuore metallico,
dal quale non passava che qualche fluido anestetizzante:
strappava tutto, soffocava ogni minaccia.
Ero un soldato pronto a mitragliare,
eppure credevo di star bene,
ma d’un paesaggio, d’un gesto quotidiano non ricordavo d’aver sorriso.
Qualcosa ondeggiò quel giorno,
tutto ricominciava a scorrere
d’un battito ritmico divino.
Ho avuto timore
di sentire caldo, mentre dalla finestra
platonicamente
Sognavo di te, del tuo regno di sole.
Poi la paura l’ho afferrata ed ho deciso di salvarmi.
SEGRETI VIAGGI NELLA VALLE testo di Angie in the nights