Mi parlava di cose strane, che non riuscivo a capire, diceva che era attratto da qualcosa di profondo, di estraneo, che appartiene a tutti noi? Quando parlava si ritraeva in modo insidioso e aggrovigliato, si vedeva amava la vita, quella naturale, andava incontro a tutto, con mento alto, preferiva distrarsi, preferiva sprofondare, i pensieri venivano su dal suo cervello in modo naturale, non riusciva a opprimerli, negatività estrema saliva e inondava tutte le radici, vene e strade aperte dentro se, si divincolava per riuscire a sfuggirgli, li dava corda cosi troppo facilmente, pensava perchè proprio a lui, cercavo di confortarlo, di fargli capire, ma io non capivo lui. Tristezza estrema prende forma, rimani col profilo basso aspettando qualunque cosa, ti protrai continuamente verso quella direzione, che cambia costantemente, Era felice di incontrarsi col vento, nel buio, nel freddo, la bellezza veniva trovata nel nero, il nero era la cosa più bella che aveva, parlava cosi, gli occhi si abbassavano su di lui, ma passavano oltre, cercavano altro, cercavano cose già fatte, gia pronte, cercavano comodità, cercavano visibilità, cercavano finzione, gli occhi trapiantati su di loro passavano oltre, erano vuoti senza senso, era chiuso su stesso e i passi andavano in tutte le direzioni tranne la sua. Mente inquieta che brilla, passa avanti a tutto questo, stando fermo è più veloce di tutti, una qualità incastonata nel cuore, cuore tagliato, fatto a pezzi, da quei occhi che non riuscivano a fermarsi.
Trapianto testo di Geronimo Anonimo