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E te ne vai
fratello mio, tra i morti
le palle di latte e miele di madre
non ti allettano più,
d’acqua opaca e lucida
si sono riempite
la tua schiena
-Circe mi avvisava-
è scomparsa, svuotata
nel budello dei sogni
fra una fronda e un luccichio
di glauco candore.
A me, e sola tra i vivi,
restano le tue ombre
-di riflesso-
sui generosi visi
dei ragazzi sugli autobus.