183-Piangina

scritto da Iviola
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15-XI-2024
- Nota dell'autore Iviola

Testo: 183-Piangina
di Iviola

Quando ero ragazza studiavo al liceo socio psico pedagogico. A me piaceva un sacco studiare, non per un eventuale tornaconto monetario o di prestigio, ma per un autentico spirito da secchiona o topo da biblioteca: per il piacere di conoscere. 
Avevo in classe (una classe vi assicuro molto brutta per composizione e comportamento e per molto altro) alcune compagne molto studiose. E qui direte: beh, sarete state grandi amiche! 
Le balle, cari lettori. Erano delle stronze madornali. Studiavano tutto a macchinetta, sbrodolavano paragrafi e paragrafi senza alcuno spirito critico addosso a professori esausti che non potevano altro che dargli dieci o nove o otto. E a me, che ero considerata uno scherzo sgorbiesco di natura, facevano un sottile ribrezzo, un po’ come toccare la pelle dei rospi: un ruvido viscidume un po’ puzzoso di urina, con tutto il rispetto per i rospi. 
Così, durante le prove in classe, le altre amorfe fighe spaziali che non studiavano neanche per sbaglio il nome per intero di Dante, prendevano a piene mani dalle piccole rospette che, senza colpo ferire, suggerivano per ingraziarsi le bulle. 
Un clima ideale, vero? 
Io, e me ne vanto, non ho mai suggerito. E infatti, le rospette e le bullette appena venivano interpellate con una domanda appena al di fuori del loro discorsetto prestampato, non sapevano cosa dire, farfugliavano, nicchiavano. Rispondevo io. 
All'esame di maturità scelsi una traccia che mi ispirava, scrissi di getto e presi quindici su quindici. All'orale il profe esterno di italiano non si spiegava la ricchezza di argomentazioni. 
Ve la spiego io ora: era pensiero critico. 
Ah, bullette e rospette un giorno arrivarono impreparate a scuola perché non avevano studiato una poesia di Dante (quella alla Vergine Maria), indovinate come andò a finire? Perfette figure da piangina di fronte al profe di Italiano, di cui mi vergognai di riflesso, che ebbe la reazione migliore di tutte: rise loro in faccia. 
Così a tutti i lettori che si sono avventurati fin qua dico: meglio non aver letto Anna Karenina per intero (che ho fatto sbadigliando per le ultime duecento pagine) che vedersi il film e poi dirlo apertamente senza sapere rispondere neanche a una parola a chi ti chiedeva ‘Allora, cosa ne hai pensato del romanzo? Ti ha commosso o annoiato?’. 
Meglio evitare. 

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