Una föla (una favola)

scritto da Arkomer
Scritto Ieri • Pubblicato 16 ore fa • Revisionato 16 ore fa
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Autore del testo Arkomer

Testo: Una föla (una favola)
di Arkomer

Una föla 
(una favola)

 

 Il vecchio si incammina               

lungo le faglie dei ricordi

nei recinti dove altri anziani giacciono

in una covata di letti disfatti

dove urina e anestesie

si posano frugali

sulla parete delle ossa

 

C’è chi osserva

la voce delle nubi

dalla finestra dove emigra la vita

di come il crepuscolo

si posa nel petto

e prende la sagoma di un abbandono

quaggiù

dove le anime sono in attesa

di una benedizione

 

Vedo mio nonno

con gli occhi chiusi su una sedia

porta ancora l’odore dei campi

le rughe pallide come candele

col collo infossato e la testa china

di chi ha abitato in trincea

e il solco spietato di una scheggia

che gli attraversa il viso

come il ghigno di un fulmine

da tempo immerso nei suoi pensieri 

perduti da qualche parte

nelle provviste razionate

del buio

 

Mi accosto

nella sua fragile ombra di granito

e dalla penombra delle sue ciglia

chiuse come conchiglie di neve

sboccia il cristallo di una goccia

che dondola appena

come una culla antica

sulla chiglia di una ruga

 

E mentre dalle sue labbra

scivola un tenue sorriso

come un tremore di foglie

solleva appena le dita

e sussurra:

 “A sit tè mâma?”

“Parché ta n’um cônt una föla?”    

 

 (“Sei tu mamma?”

“Perché non mi racconti una favola?” )

Una föla (una favola) testo di Arkomer
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