RAZIOCRITICA

scritto da Giallosole
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo Giallosole

Testo: RAZIOCRITICA
di Giallosole


E' facile odiare?
E' facile amare?
Se ci guardiamo attorno sembra che sia di gran lunga più facile odiare che amare...
Nel dire comune c'è la frase "il confine tra l'amore e l'odio è molto sottine", ciò significa che per odiare prima bisogna amare?
E' una condizine "se e solo se"?
Quindi se fosse così potremmo esprimere l'amore in una fonzione matematica con delle variabili il cui valore può far variare il risultato e tramutare il tutto in odio.
E allora sarebbe interessante individuare queste variabili e i valori "critici".
La passione potrebbe essere una variabile. Se semplice e con valenza spontanea e non oppressiva ha un valore che porta all'amore, se invece è ossessiva ha un valore che porta all'odio. Ma qual'è la soglia critica che fa passare la spontaneità in ossessione?
Quali sono i gesti spontanei e quelli ossessivi?
Beh forse qui ci vorrebbe uno psichiatra per dare una risposta e quindi mi astengo.
Torniamo alla nostra funzione matematica dell'amore/odio.
Se volessimo rappresentarla graficamente che andamento avrebbe?
Riprendendo il detto comune dovremmo disegnare un elisse, visto che sembra tutto "chiudersi".
Personalmente io, togliendomi dal linguaggio matematico ora, la traccerei come una linea che ha sembianze di "cardiogramma".
Con dei picchi in salita e dei picchi in discesa.
Le variabili che determinano i picchi del nostro cardiogramma sono le emozioni, che possono essere positive o negative.
E il colpo di fulmine che connotati assume nella nostra funzione?
Il colpo di fulmine, prima di ogni cosa, esiste?
Io direi di si, chi dice che esiste ovviamente lo ha provato o ci spera, chi dice di no sicuramente non lo ha provato. Insomma "se e solo se" hai provato la sensazione di infatuazione a prima vista credi al colpo di fulmine.
Quindi nella nostra funzione il colpo di fulmine determina un picco vertiginoso in salita iniziale, se poi l'infatuazione si trasforma in sentimento la funzione ha un andamento più regolare, se invece l'infatuazione si evolve in sola passione il nostro "cardiogramma" sarà molto irregolare e ha buone possibilità di far assumere alle variabili i connotati critici che possono portare a risultati di odio.
I tradimenti fanno parte della nostra funzione?
Direi che un andamento troppo regolare della "funzione dell'amore" non sempre è segnale positivo, la passione non porta solo all'odio, dipende dal valore che assumono le variabili. Un po' di pepe in una funzione che ha valori "regolari" non guasta per evitare che intervengano interferenze o intersezioni con altre funzioni, una di questa è il tradimento.
Per assurdo in situazioni "patologiche" queste intersezioni con altre funzioni danno un iniziale giusto andamento alla funzione, ma alla lunga c'è il rischio che venga abbandonata la prima funzione dell'amore per seguire la nuova "intersezione" o addirittura abbandonarle entrambe.

Pare che tutto abbia una spiegazione matematica allora?
Oserei dire che se alcune delle persone che conosco leggessero questa disquisizione la reazione verbale che avrebbero sarebbe "Ma quante seghe mentali, cambia spacciatore".
Personalmente ritengo che riflettere e portale sul tavolo le carte che ci giochiamo ogni giorno per farne un bilancio ogni tanto abbia la sua utilità. Quale utilità? Ritrovare nuovo slancio per inseguire nuove funzioni o ridare movimento a funzioni troppo regolari.



RAZIOCRITICA testo di Giallosole
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