Lettera a nessuno

scritto da Silpko
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo Silpko

Testo: Lettera a nessuno
di Silpko

Scrivo sperando che un po’ di rabbia e disperazione mi abbandonino.
Il cuore potrebbe scoppiarmi da un momento all’altro. Ma cos’è il cuore. E’ solo un organo come gli altri, come il fegato o i polmoni, eppure è li che sento male adesso, al cuore.
E’ il cuore che accelera e si intoppa ad ogni pensiero triste. Quante paure. E quante poche sicurezze.
Se tutto fosse chiaro, se tutto fosse prevedibile e certo, forse non ci sarebbe più gusto a vivere.
Parole sante. Belle, ma di poco conforto perchè vivere di paure non è un bel vivere.
La paura di perdere la persona che si ha paura di amare.
La paura di perdere un amico.
La paura di non volere abbastanza bene ai tuoi genitori, ai tuoi fratelli, a tua sorella.
La paura di non farcela da soli.
E ancora paura, paura e paura.
E dove si trova la forza per affrontare tutte queste paure?
Ci sono giorni in cui mi sembra di aver vinto una guerra e vado in giro a testa alta a cantar vittoria e ridere della vita. Mi sento bene.
Ci sono altri giorni in cui la guerra la perdo e torno a casa sconfitta, con il cuore a pezzi, il morale basso e le lacrime che vogliono uscire. Oggi è uno di quei giorni.
Vorrei avere la risposta a tutte le domande. E invece non ho la risposta a niente.
Vorrei essere sicura di amare l’uomo che non mi lascerà mai. Vorrei essere sicura di non lasciarlo mai. Vorrei essere sicura che i miei amici non mi abbandoneranno mai. Vorrei credere che i miei genitori mi amano. Che i miei fratelli non mi odiano.
Vorrei tutto questo perché senza mi sento “niente”. Sento di non esserci e di non farcela.
E quando il dubbio e la paura si fanno vivi dentro di me mi chiedo: perché?
Più cerco di scappare da questo Diavolo nero e più ne sento la presenza. Gli sfuggo ma non mi da pace. Mi rincorre e mi sta con il fiato sul collo, pronto a stritolarmi il cuore nel suo maledetto pugno di spine non appena sento troppa felicità, non appena credo di averlo sconfitto.
E’ così. È come un gabbiano con le zampette legate ad un macigno. Quando si sente libero, sbatte le sue ali con forza per prendere il volo e sale nel cielo. Sente il vento che gli rinfresca le piume e gode del poter vedere la terra dall’alto. Ma dopo pochi attimi di felicità la catena lo risbatte al suolo. Le sue ali ferite ritornano a chiudersi.
E vede il cielo così lontano ed irraggiungibile. Si chiede ‘perché?’. Perché il cielo esiste ed io non posso raggiungerlo. Perché gli altri gabbiani possono farlo. Il suo cuore piange, di rabbia e disperazione.
Eppure tra qualche giorno ci riprova.
Quella maledetta catena.

Silpko
Lettera a nessuno testo di Silpko
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