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“Granelli di sabbia”
Quanti siete? Non potrò mai contarvi…
miliardi di miliardi, dorati, lavici, rosacei ed altri miliardi di colori
vi distinguono gli uni dagli altri… rotolanti, aggregati,
in movimento seppur alla vista statici in quei luoghi
dove la sabbia sembra riposarsi.
Fastidiosi quando vi appicciate alla mia pelle bagnata
ma convinti come siete di proteggermi formando una dorata impanatura
rimanete addosso finché non vi scrollo e lì, ritornate insieme alla vostra natura.
Granelli… insieme alle mie mani diventate un castello bagnato dalla risacca,
una stella marina, un pesce, una pista su cui far rotolare le bilie…
morfologia della creatività, umidi e compatti diventate coesi, stabili.
Unisco le mie mani e voi scivolate via in mezzo ai miei palmi,
come a formare una fila composta da un caos calmo,facendomi sentire
tutto il vostro calore e la vostra capacitàdi non essere in alcun modo fermati…
come le onde del mareche vi cullano e chi vi trasportano in viaggi senza meta.
Sabbia come essenza della vita, piacevole e rassicurante
come quando i miei piedi nudi vi affondano...
passi strascicati a formare una scia che sancisce il mio passaggio.
Volgo il mio sguardo indietro a guardare la traccia che ho lasciato....
indefinibile e confusa perché mobile nonostante l’apparenza di una staticità onirica.
Non si vedono più le mie orme, non si contano più i mie passi…
perchè un semplice colpo di vento ha cancellato in un attimo la mia presenza...
e tutto ritorna ad essere apparentemente come prima.
Hugo Conte