La colombella

scritto da giorgiog1
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Testo: La colombella
di giorgiog1

Alata Piuma Bianca
Eco d'un Animo Puro
Nel Cielo
che muta colore
voli la tempesta
senza fare rumore.......
Butterfly.

Nome scientifico: Columba oenas, Famiglia: Columbidi, Ordine: Columbiformi
Caratteristiche: lati del collo verde splendenti con riflessi porporini, tre serie di macchie nere sulle ali, groppone e sopra coda grigio cenere, apertura alare di 60–66 cm, peso di 250–300 g, longevità fino a 15 anni.
La colomba porta nel volo qualcosa che assomiglia all’animo umano quando riesce a restare integro. Non è un simbolo imposto: è un’eco, una risonanza.
Nel modo in cui si solleva senza strappare l’aria, nel bianco che non è purezza ma disponibilità, molti hanno intravisto un tratto della nostra parte più fragile e più tenace.
La colomba conosce il ritorno: non fugge, non si perde, ritrova la strada anche quando il cielo cambia colore.
È mite, ma non inconsistente; delicata, ma capace di attraversare le tempeste con una calma che non fa rumore.
Per questo, da secoli, la si guarda come a un’immagine possibile dell’uomo quando non si lascia indurire: quando sceglie la via più semplice, quella che non ferisce.
In qualche modo, la colomba rappresenta l’animo umano proprio così: non come dovrebbe essere, ma come potrebbe tornare a essere quando si alleggerisce del superfluo e lascia che il respiro trovi spazio.
«A quando a quando, ora su questa torre ora su quella, tubano i colombi» (G. Pascoli).
La graziosa colombella, timida e appartata, ai primi tepori primaverili comincia ad avvertire l’estro amoroso.
In Sicilia è palumma farsa, a Roma topacchia, a Napoli pallommella della cava, in Lombardia puvion d’bosc, in Sardegna tidoni, in Toscana semplicemente colombella.
Una ricchezza di nomi che racconta quanto questo piccolo colombo sia familiare nelle culture locali.
Il maschio è un corteggiatore vivace: erge la coda e la apre in un ventaglio «da capo indiano», abbassa le ali, gonfia il gozzo – e non solo quello.
La competizione non manca, ma il maschio più forte e più audace riesce quasi sempre a mettere in fuga gli altri pretendenti. Rimasto solo, emette il caratteristico richiamo tub tub tub: poetico, monotono, inconfondibile. Solo il maschio tuba: è un segnale territoriale e amoroso.
Se la femmina gradisce, i due iniziano un tenero scambio di effusioni becco contro becco, finché lei non si accuccia.
È una toccata e fuga che suggella l’inizio di una lunga vita in comune: la coppia, infatti, è monogama e tende a restare unita per più stagioni.
Nei giorni successivi i due partner cercano una cavità in un albero, nella roccia, tra gli anfratti dei manufatti, oppure riutilizzano nidi abbandonati dai picchi.
Costruiscono insieme un nido semplice, quasi grezzo, dove depongono due uova bianche che incubano a turno per circa 20 giorni.
All’ottavo giorno di incubazione, le pareti di due tasche laterali del gozzo iniziano a produrre una sostanza caseosa detta latte di piccione.
È un unicum nel mondo degli uccelli, condiviso solo da fenicotteri e pinguini. Questo latte, prodotto da entrambi i genitori è: ricco di proteine, lipidi, antiossidanti e immunoglobuline; regolato dall’ormone prolattina, lo stesso che nei mammiferi stimola la lattazione; contiene microbi benefici che colonizzano l’intestino dei pulli.
I piccoli, ancora ciechi, introducono il becco nella bocca dei genitori e si nutrono esclusivamente di questa secrezione. Successivamente ricevono latte mescolato a semi parzialmente digeriti e rigurgitati, poi semi quasi integri.
A un mese di vita sono già capaci di svolazzare e seguire i genitori.
La colombella vive in Europa fino al 61° parallelo, in Asia occidentale e nella parte nord-occidentale dell’Africa.
In Italia nidifica quasi ovunque, tranne che in Sardegna; è più frequente durante l’inverno e nei periodi di doppio passo migratorio.
Predilige: boschi maturi con cavità naturali, ambienti collinari, coste marine, aree semi-antropizzate. Negli ultimi decenni ha ampliato la sua presenza in zone rurali e periurbane, grazie anche alla disponibilità di cavità artificiali e nidi-cassette.
La colombella si nutre di: semi, ghiande, faggiole, germogli, bacche. Ha un ruolo importante nella dispersione dei semi di molte specie forestali, contribuendo alla rigenerazione dei boschi.
La specie è classificata come LC – Least Concern dalla IUCN.
Le principali minacce sono: perdita di cavità nei boschi maturi, disturbo nelle aree di nidificazione, predazione da parte di corvidi e mustelidi.
Progetti europei hanno dimostrato che l’installazione di nidi artificiali aumenta significativamente il numero di coppie nidificanti.









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