A mia madre

scritto da maria rosaria
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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Autore del testo maria rosaria

Testo: A mia madre
di maria rosaria

Come una montagna ti ergevi, imponente e austera.
Tutto accoglievi sui tuoi larghi pendii.
Rari fiori piantati da una mano distratta o pesanti macigni.
Il tempo … è stato lui che ti ha cambiata.
A volte un sole tiepido o cocente, a volte piogge, forti grandinate, nevicate gelate.
Quante guerre si sono combattute sulla tua forte crosta.
Quanti soldati morti hai visto, tanti hanno sparato.
Gli scalatori infilzavano picchetti che ti ferivano.
Gli ingegneri costruivano strade che t’incatenavano e gallerie che ti trapassavano.
I cercatori d’oro ti squarciavano le viscere per rubarti l’anima.
Talora, con il sole tiepido di primavera, spuntavano papaveri, fiori di campo, teneri fili d’erba …
Calpestati da orde di turisti che pasteggiavano sul tuo manto …. Insudiciandoti.
Franasti un giorno rovinosamente e tutti ruzzolarono giù a pancia all’aria.
I soldati non sapevano dove combattere,
Le strade, sospese nell’aria, non avevano più nulla da incatenare,
I cercatori d’oro non sapevano dove cercare
E la mano distratta non poteva più piantare un fiore.
Ma stando a testa in su tutti li videro,
Sospesi su una nuvola a mezz’aria,
Tutti quei fili d’erba, papaveri e fiori di campo
E rimasero attoniti … compresero:
I tuoi desideri, le tue speranze, le tue illusioni.



A mia madre testo di maria rosaria
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