Guardi il foglio bianco, impugni la penna e pensi a cosa scrivere. Qualcosa che riguarda la vita, l’amore – che è sempre attuale- i figli, la morte, l’orgasmo mancato e quello venuto…..
Le argomentazioni son tante, la scelta è vasta, ma ti blocchi, non sai proprio che scegliere, cosa può colpire il lettore e cosa no.
Allora in quel momento ti passano davanti immagini della tua vita a scaglioni, cos’hai fatto, cosa vorresti aver fatto o fare. Gli amori passati, andati, sofferti, goduti. Quello attuale, se c’è!
La tua famiglia. I ricordi d’infanzia penso siano i migliori, rimangono fermi nel tempo come in una palla di cristallo, come quelle di natale con dentro la neve finta. Però di finto non c’è niente,nei ricordi.
E niente qualcosa alla fine hai scritto, non molto ma è metà pagina. Poi il blocco ritorna ” come finire, cosa aggiungere”.
Tuo figlio ti parla mentre tenti di abbozzare un testo quasi decente ” Mamma sai come si fanno le zappe su Minecraft?”, lo guardi e pensi che le uniche zappe che conosci sono quelle dell’orto, ” No amore”, rispondi, sentendoti vecchia, antiquata. Chi ci capisce qualcosa è bravo!….
In tutto questo pensare, seduta sul divano, la mente ti porta a Lui, lo vorresti li con te, abbracciarlo, farci l’amore, giocarci, morderlo mentre ti prende a sberle le natiche. Tu urli dal dolore, ma ti piace. Ti piace lui,la tua vita con quella persona. Ti piace l’idea di tuo figlio insieme a quell’uomo.
E nemmeno te ne rendi conto e hai stilato un raccontino. Forse non uno dei migliori che hai pensato, scritto. Ma si legge.
Senza nome testo di Susi87