una poesia femminista

scritto da Levi
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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non sono solo una massa di capricci, tutto nasce da quando presi un manuale di storia dell'arte per liceo e scoprì che Frida Kahlo non era presente in quelle pagine.
- Nota dell'autore Levi

Testo: una poesia femminista
di Levi

cosa conteranno queste parole
se tanto provengono dalla mano di una donna,
una di tante altre soffocate
nella storia di uomini opprimenti,
che giocano da sempre ad alzare la voce,
più sovrastante di una acuta e perpetua -
proveniente da lontano timidamente -
che vuole solo essere riconosciuta.
Ma perchè mai dovrebbe contare
che di soli uomini stanno da secoli
nei libri. La realtà è all'unisolo
ma non la mia, quella che non farà
mai la storia, se non di sofferenza
nascosta da occhi complici e indifferenti.
Tutto è creato dagli uomini
e tutto è vissuto dalle donne.
Così la mia arte, creata e vissuta da chi di voce in capitolo non ne ha.
E se pure dovessi sfondare di me
donna non resta che qualche elogio
per intermezzo o un pettegolezzo,
di quelli che annullano la tua arte
e controparte, ciò che mi ha salvata
dal grigiore comune degli oppressi.
Chissà quante donne dimenticate,
di quelle orgogliose che di sangue
ne hanno versato, non procurato,
eppure la storia l'hanno fatta loro,
di misoginia e violenza maschile,
ricordati in benevolenza.
E per carità, l'arte è più importante
degli scandali di una vita,
e di uomini si elogia solo l'abilità,
ma quando si parla di donne
l'accento è posto sulle disgrazie
e del loro prodotto è solo derisorie.
Neanche il ricordo è dignitoso,
sempre se ricordi.
Allora le mie lunghe pagine
saranno strappate e amate
da chi di minoranza vuol sentire
e di soli uomini abolire.

una poesia femminista testo di Levi
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