La sete sadica del sé

scritto da Insideyou
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
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Testo: La sete sadica del sé
di Insideyou

Il disordine, quando si riconosce, è l’osservatore di sé stesso.

~*~

Sul baratro scosceso dell’aberrazione esclamò: “Straziami, si, ma di te, di te solamente, saziami!”

Ella era una fanciulla leggiadra nella posa,
slanciata, nobile di casato e con una soave, nivea ma languida innocenza,
che permeava delicatamente quel pudore accennato,
appena sfumato da una tenue vergogna nel mostrarsi.

Guardava però nascostamente e con accorta discrezione chi la osservava e dato che il sé assume le forme più sagaci e stravaganti, la sua voluttà inconsapevole aveva catturato proprio la tua attenzione, magistralmente usata per esaltarsi, farsi notare ed essere ammirata.

E tu?
Ti stavi servendo del richiamo della sua apparente bellezza nella forma solamente per spogliarla con occhi avidi e straripanti di lascivi desideri lussuriosi, folgorati dagli ignobili peccati del possederla e del dominarla.

Anche in te così si muoveva il sé, attraverso il suo solere meschino, assetato e perverso: quello dell’avidità.
Alla fine ancora una volta ti sei servito crudelmente dell'altro per usare te stesso, per violarti, reiterarti e poi gettarti nel maldestro scempio del masturbarti con i fecondi amplessi dei rimorsi, dei rimpianti, delle pudiche giustificazioni o delle pedisseque condanne; stupidamente, meccanicamente, ma del resto abilmente, come sempre.

Non c'era molta differenza pertanto nelle vostre manifestazioni materiali: l'arroganza del sé assume spesso proprio la forma apparente dell'innocenza o anche dell'ingenuità, dietro la quale c'è sempre e solamente quella sete brutale e dissoluta del piacere di essere o di avere.

La sete sadica del sé testo di Insideyou
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