Nella notte rigirandomi e girandomi nel sonno mi allungo e tasto accanto a me cercandoti nel posto in cui non ci sei, dove forse non ci sei mai stata immaginandoti presente o come quasi davvero ci fossi mai stata, quasi se abbracciandoti t’avessi sentito mia vera o magari fossi stata reale, t’abbraccio in quello spazio vuoto ma tu sei già lontana da me o forse palesemente estranea, ti cerco vanamente ma sei sempre già ogni volta un’altra cosa.
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