Fa male. I brividi sulla mia schiena s'arrampicano al cervello, una sfida per raggiungere il pensiero più nascosto. Veloci lame che tagliando bruciano la mia pelle. Eppure il fuoco non stringe parentela. Lentamente un crampo al cuore. Lentamente. Non conta il tempo. Egli non lo sente. Non lo desidera. Eppure ne è padrone. I polmoni smettono di fare il loro dovere. E fa male. E non basta un cerotto per farmi guarire. Vividi ricordi ancora. Ancora i chiari ricordi di tutti. Sempre presenti. Mai contenti d'esser dimenticati. Le macerie e la loro polvere. La tosse. Fa male. Ancora le stesse parole. In ogni mio scritto le stesse parole. E fa più male allora. Fa male. Soprattutto quando mi concentro sempre più. Quando ho voglia di stare bene. So che fa male.
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