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scritto da Lolitaminuit
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Sempre per chi vorrà,continuo di "Sole di Mezzanotte"
- Nota dell'autore Lolitaminuit

Testo: Pagina bianca
di Lolitaminuit

Alcune diagnosi spiazzano .
Anche quando sono le benvenute.
Arrivano come strani tizi che si aspettano di essere festeggiati (giustamente!) e si ritrovano in una stanza vuota a ricevere pugni.
La mia forza smisurata,testarda,ostinata a dimostrare di avere ragione, si infranse nel momento stesso in cui il medico mi confermò ciò che pensavo da mesi.
È incredibile come una madre sia capace di combattere assieme demoni e speranze,ribaltandoli all'occorrenza.
In quel momento, paradossalmente,desiderai che si sbagliasse.
Io che avevo lottato per dare voce ai miei pensieri mi ritrovai a sperare che non fosse vero,e ancora più paradossalmente volevo che qualcuno mi dicesse "non fidarti di quel medico, è incapace..."
Che madre sarei stata se avessi chiuso gli occhi?Che donna sarei oggi se fossi caduta nella tentazione di ignorare quel parere,di tapparmi le orecchie e dimenticare una volta uscita da quella stanza?
Mi distrugge pensare che quella donna sarebbe stata felice lo stesso e che, più tardi,con gli anni,si sarebbe vestita di quella mesta rassegnazione che ci copre come mantelli quando decidiamo di rinunciare.
Mi distrugge pensare che avrebbe trovato un equilibrio,che avrebbe trovato sempre pronta nella tasca una giustificazione a passi non compiuti,parole non dette,candeline soffiate da altri fiati.
Avrebbe trovato piano piano un modo per perdonarsi,andando a letto ogni sera e sperando nel domani e così gli anni le sarebbero sfilati davanti con una rassegnazione,figlia della paura.
Perché una madre, credetemi,non vuole saperlo.
Perché dal momento esatto in cui ne ha conferma,smette di essere la madre che sarebbe stata altrimenti.
Perché se c'è il drago da affrontare non te ne puoi andare in giro col vestitino bello e il cestino dei dolcetti,devi tirare a lucido l'armatura e stare ritta in piedi a fiutare l'aria.
Ero stanca prima ancora di cominciare,tutte le possibilità mi annientavano,anche perché quando ti confronti con certe diagnosi sembra che possa andarti o male o malissimo.
L'idea di un neuropsichiatra infantile, anzi,di una serie di neuropsichiatri avesse nelle mani il potere della nostra felicità mi devastava.
Quando richiesi il primo appuntamento,il luminare non si presentò e io fui sollevata e distrutta nello stesso identico modo.
Spaccata in due,ancora una volta,con davanti altri giorni per straziarmi tra le possibilità ma nello stesso tempo cosciente,e grata,che ci fossero davanti a me altri giorni di quiete,in cui,se volevo,potevo chiudere gli occhi e fingere che in quello studio medico noi non ci avevamo mai messo piede.
Altri giorni per prendere fiato e raccontarmi da sola belle bugie.
Che donna sarei oggi se avessi scelto di continuare a raccontarne?
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