Stavo disegnando sagome di specchi rotti chiusa in camera,
hai aperto la porta,
sentivo il tuo sguardo posarsi sulla schiena che ti stavo dando,
mi hai detto “sembri triste”,
avevo gli occhi rossi che non riuscivano più a trattenere le lacrime,
ho detto “lo sono”,
mi hai domandato “come mai?”
ho cercato una risposta.. “non lo so, a volte capita e basta”
hai fatto un cenno
te ne sei andato
chiudendo la porta di nuovo.